CoachNewsPiemonteRegioni

UNA GUIDA SPAGNOLA PER IL PADEL TARGATO VERDELAGO SPORT

Il colpo d’occhio è a dir poco d’effetto. La Padel Arena del TC Verdelago, club multisportivo che si trova in frazione Mezzi Po a Settimo Torinese, domina la scena e spicca per la sua struttura lamellare che ospita tre campi da padel di ultima generazione. A questi se ne sono aggiunti altri tre nell’aprile del 2021 (per un totale di sei) e nelle progettualità è previsto un ulteriore ampliamento. Attività intensa e grande attenzione alla Scuola di settore con il responsabile che risponde al nome dello spagnolo Ruben Garcia Guirado, maestro di Malaga 26enne che insegna da quando aveva 18 anni. E’ arrivato in Italia al Verdelago Sport, centro di proprietà della famiglia Bernardo, nel settembre del 2020: “L’Italia è un Paese bellissimo – esordisce il già 1.a categoria spagnolo -, gli italiani e gli iberici sono molto simili e possiedono una passione grandissima per questo sport. Dal primo giorno sono stato accolto benissimo e tutti mi hanno fatto sentire veramente a casa. La differenza sostanziale è che quando finivo di far lezione non rimaneva che il saluto con l’allievo, mentre in Italia c’è più riconoscenza e un ringraziamento non manca mai. E’ per me motivo di grande orgoglio essere stato nominato dal Verdelago Sport direttore della Scuola di padel. Sono in una struttura all’avanguardia, in continua evoluzione e che vive di obiettivi sociali e sportivi importanti”. Un rapido passo indietro per capire quando e come Ruben Garcia Guirado ha iniziato la sua avventura nel padel?: “Avevo 13 anni – racconta – e vicino a casa avevano aperto tre campi da padel. La prima partita con un amico, poi sono arrivate le prime lezioni da allievo e giorno dopo giorno la mia crescita personale che è sfociata nell’insegnamento. Fare il giocatore di alto livello significa allenarsi 4 – 5 ore al giorno e avere anche molta disponibilità economica per viaggiare e coprire i costi delle trasferte. Così ecco la scelta di diventare ben presto maestro”. Quali caratteristiche deve avere un buon giocatore di padel?: “Una gran testa, l’aspetto psicologico è fondamentale e non lo si può trascurare mai, a nessun livello. Per questo io e il mio staff lavoriamo molto in quest’area. Il padel in Italia sta crescendo moltissimo e la possibilità di mettere a disposizione le mie competenze per supportare questo trend rappresenta una forte motivazione”. E’ più facile insegnare ai giovani, magari neofiti, o a chi proviene dal tennis?: “In principio il tennista è favorito nell’apprendimento perché alcuni colpi ricordano i “suoi”. Quando ci si perfeziona, però, si capisce che si tratta di due sport molto diversi e quindi occorre che il tennista riesca a dimenticare certi automatismi acquisiti”. Il maestro del Verdelago Sport vive intensamente ogni giornata. Può pesare questa full immersion?: “La base è sempre la passione per ciò che si fa. Aiuta a superare anche momenti difficili. Vivo di padel dentro e fuori dal campo. Studio continuamente l’evoluzione della tecnica e della tattica cercando soluzioni ed esercizi che aiutino gli allievi a progredire, qualunque sia il loro livello. La maggior gratificazione è vedere nei loro occhi la soddisfazione quanto si accorgono dei passi in avanti che stanno compiendo, magari perché riesce loro una bella uscita di parete o piuttosto fanno il primo “por tres”. La nostra Scuola padel conta oltre 200 allievi, dai principianti alla seconda categoria e con il mio collaboratore, Marc Lopez, anche lui proveniente da Malaga, sviluppiamo programmi di allenamento personalizzati che permettano a tutti di esprimere il massimo del rispettivo potenziale”. L’aggiornamento è dunque basilare anche per voi maestri?: “Senza dubbio perché si è in costante evoluzione in questo sport e non ci si può fermare mai. Lo si fa confrontando anche i colpi degli allievi con quelli dei campioni, curando da un lato il momento tecnico e dall’altro quello motivazionale”. Ritiene che il fenomeno padel in Italia sia destinato a proseguire?. “Non ho dubbi. In Spagna ha preso forma 30 anni fa e oggi sono in moltissimi a giocarlo. Per esempio il 90% dei miei amici è un giocatore di padel. L’Italia è destinata a fare lo stesso percorso e tra una decina d’anni il nostro sport sarà sempre più una grande realtà. Mi auguro che a breve vedremo qualche giocatore azzurro competere ai vertici”. A proposito di competizioni, anche lei ogni tanto scende in campo da protagonista. Le emozioni cambiano?: “Pur insegnando ormai da molte stagioni mi sento anche un giocatore e quando ne ho la possibilità mi piace misurarmi negli Open. La scorsa stagione è stata molto soddisfacente sotto questo punto di vista. Ho conquistato quattro Open, raggiunto la semifinale in un FIP, e sfiorato il titolo regionale negli assoluti che si sono giocati in casa, al Verdelago. Le sensazioni di campo sono molto forti e coinvolgenti quando si torna all’agonismo”.

di Roberto Bertellino