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NADAL, UN MONUMENTO ANCHE PER DJOKOVIC

“La vittoria appartiene ai più tenaci”. La scritta che campeggia nel nuovo Philippe Chatrier incornicia e fotografa quella che Novak Djokovic aveva definito “la sfida delle sfide”, il quarto di finale contro Rafa Nadal. Il serbo, unico a batterlo in tre set al Roland Garros, nei quarti di finale del 2015, rivive la finale del 2020. Allora Nadal dominò la scena, in una Parigi spettrale, vuola per le restrizioni sanitarie dovute alla pandemia da COVID-19, fredda in una singolare edizione autunnale. In questa primavera che sa di ripresa, in una sera altrettanto fredda che scivola nella notte, gli allunghi e le riprese si succedono con molto pathos e poca linearità. Ma alla fine, sul rosso, vince Nadal. Il 59mo scontro Rafa-Nole nell’era Open, il decimo al Roland Garros, finisce 62 46 62 76(4). Rafa centra la vittoria numero 110 in 113 partite nello Slam che ha conquistato tredici volte, la trentesima contro un Top 10. Sarà dunque Nadal-Zverev la semifinale della parte alta del tabellone, la 37ma in uno Slam per il maiorchino che la giocherà nel giorno del suo compleanno. “E’ stato molto emozionante giocare qui, grazie davvero a tutti voi. Non c’è nessun altro stadio che per me sia speciale come questo” ha detto ai tifosi. “Sapete tutti quanto sia importante per me giocare qui, è il torneo più importante della mia carriera”. Oggi, ha detto a Marion Bartoli che l’ha intervistato subito dopo il match, “è stata una notte inaspettata, incredibile. Contro Djokovic devi dare il meglio dal primo all’ultimo punto”.
Nadal è partito di slancio (6-2 3-0), poi ha subito il ritorno del serbo che ha pareggiato i conti nel set numero 2, chiuso 6-4. Nel terzo Nadal ritrova le traiettorie della prima frazione e vola via fino a sigillare la sezione con un altro 6-2.
La partita procede come un pendolo, oscilla da una parte poi dall’altra. Il break di vantaggio in avvio del quarto scioglie Djokovic, sicuro nell’applicare poi al servizio lo schema che prevede un sinistro centrale e un diritto in avanzamento nell’angolo. Nadal, maestro nella gestione delle energie nel corso dei match, si fa applaudire per una veronica tutt’altro che banale dopo tre ore e tre quarti di partita nella sessantesima discesa a rete complessiva del match. Il tifo del pubblico, e non si vede solo dall’applausometro per questo punto, è sempre più sbilanciato verso lo spagnolo. I cori “Rafa, Rafa!” riempiono ogni pausa, e dà energia a Nadal. Il maiorchino salva due set point, allunga al tiebreak e piazza l’allungo decisivo all’alba della quinta ora di partita. L’ultimo sussulto di Djokovic è un accenno di recupero dall’1-6 al 4-6. Ma non cambia la storia del primo confronto Slam nell’era Open fra due giocatori che possono vantare almeno 20 Slam, mille vittorie ATP in carriera e 300 nei major a testa. Rafa Nadal è a sole due vittorie dal 22mo trionfo Slam, il suo quattordicesimo al Roland Garros.

di redazione e sito www.federtennis.it