AtletiNewsTornei Internazionali

IGA SWIATEK INARRIVABILE. SECONDO TITOLO A PARIGI

Inarrivabile, sempre di più, Iga Swiatek, come è giusto che sia una numero 1 del mondo. Due anni dopo la polacca è tornata a vincere al Roland Garros dominando il torneo e la finale contro la 18enne americana Coco Gauff. Due set quasi a senso unico, con un solo momento di rilassamento che ha consentito alla tennista di Atlanta di aprire una piccola breccia nel gioco di Iga, all’inizio del secondo set. Gauff avanti 2-0 con una flebile speranza di riaprire il match. Solo un lampo però, la prima della classe ha subito reagito conquistando cinque game di fila e chiudendo la pratica al nono gioco: “Sono riuscita a trovare la giusta concentrazione – ha detto la polacca al termine – e tenere la striscia di vittorie aperta. Non è facile farlo per tanti mesi ma anche grazie al mio staff ho portato a termine l’impresa. Ora un piccolo momento per godermi questo successo, poi ripartirò con ancora più convinzione lavorando con grande intensità come faccio da sempre. Due anni fa, quando ho vinto per la prima volta a Parigi, non avevo questa consapevolezza. Oggi è diverso, anche gestire le pressioni esterne è più ostico, ma ho imparato a farlo e ritengo che ci siano ulteriori margini di miglioramento”. Alla fine un pensiero non banale rivolto all’Ucraina: “Quando ho fatto il discorso finale a Doha speravo che tutto si risolvesse prima. Non è stato così quindi il mio pensiero va a chi sta soffrendo e resistendo”. Le avversarie sono avvisate, Iga Swiatek è pronta a dominare la scena ancora per molto tempo, considerando che ha solo 21 anni. In stagione è già andata a segno in sei tornei, di cui quattro di categoria 1000 e nello Slam appena conquistato. Non perde da 35 match e in 29 di questi non ha concesso nemmeno un set alle avversarie. Per Coco Gauff al termine lacrime di delusione ma la certezza di aver operato un importante salto di qualità: “Complimenti a Iga – ha detto in premiazione – perché sta facendo cose grandissime. Spero che sia questa la prima di tante finali e ovviamente mi auguro nelle prossime un esito diverso. Grazie al pubblico che mi ha sostenuta fino al termine, anche quando è arrivato il match point contro”. Tecnicamente la vincitrice si è confermata superiore in tutto, dai fondamentali alla gestione tattica della sfida. Ha spinto quando doveva e sciorinato rovesci di elevata fattura, togliendo quasi sempre il tempo all’americana. Ottima la percentuale di prime palle messe in campo (73 %), così come la conversione dei break point avuti (5 su 10). Sono stati 18 i colpi vincenti, 16 gli errori non forzati. Un solo set perso lungo il tragitto verso la finale, il primo del match di quarto turno contro la cinese Zheng, l’unica in grado di metterla un po’ in difficoltà. 

di redazione