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SINNER E IL SUPERCOACH CAHILL

Il super coach tanto atteso alla fine è arrivato nello staff di Jannik Sinner. Si tratta di Darren Cahill che in questi giorni a Eastbourne sta seguendo gli allenamenti dell’altoatesino e la prossima settimana sarà nel suo box, a fianco di Simone Vagnozzi che rimarrà nella sua posizione di coach, in occasione dell’ATP 250 che sarà l’ultimo prologo a Wimbledon 2022. Si era già parlato nello scorso gennaio, prima del divorzio con Riccardo Piatti, di un super coach per Sinner e le attenzioni erano cadute su Magnus Norman, ex n° 2 del mondo capace di far salire in una nuova dimensione Stan Wawrinka, a segno in tre Slam con lo svedese al proprio fianco. Non si era fatto nulla ma l’esigenza era rimasta perché un giocatore come Jannik, ancora in formazione tecnica nonostante sia già stato top ten (n° 9 nel novembre 2021) e oggi il suo ranking reciti n° n° 13, ha bisogno di un “supervisor” con esperienza e sapienza, fondamentali per rifinire il talento ancora grezzo dell’azzurro. Cahill è stato un buon singolarista, ex n° 22 del mondo e semifinalista agli US Open, nonché ottimo doppista. Ha lavorato con i grandi, vedi Andre Agassi, Lleyton Hewitt, Simona Halep, Andy Murray, tutti ex numeri uno del mondo, ed ancora a fianco di altri talenti come lo spagnolo Fernando Verdasco. Piaceva alle folle perché ha sempre interpretato il tennis da attaccante e specialista del gioco di volo. Proprio sotto questo punto di vista e in ragione delle caratteristiche di Sinner, vera “spugna” che assorbe i consigli e sa tradurli in gesta di campo, Cahill potrà essere utile. Cahill ha dimostrato con i suoi precedenti illustri assistiti di non forzarli ad andare a rete, perchè il tennis moderno è molto cambiato e richiede tempi di reazione velocissimi per non farsi trovare impreparati davanti ai colpi arrotati che arrivano dai ribattitori e specialisti del fondo campo. Dare però al giocatore un’arma in più quando è possibile utilizzarla significa completarlo e rassicurarlo. Uscire dal tema classico può fare la differenza e di questo ha bisogno Jannik che sul ritmo e la capacità di lottare nei momenti delicati dei match è già un numero uno. Un’altra area di lavoro che Sinner deve affinare è quella del servizio, abbinata alla cura certosina della preparazione fisica. In entrambi i settori Jannik può fare notevoli progressi e proprio parlando di componente atletica ha recentemente cambiato i professionisti che lo seguono, ovvero Jerome Bianchi come fisioterapista (già a fianco di Tsitsipas in passato) e Umberto Ferrara come preparatore. La rivoluzione dunque prosegue e con Cahill (i dettagli del rapporto di collaborazione devono ancora essere svelati) potrebbe aver trovato il tassello mancante per proiettare Jannik stabilmente nei top ten e verso quei traguardi che tutti auspichiamo possa raggiungere.

di Roberto Bertellino, pezzo pubblicato questa mattina anche su Tuttosport