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JABEUR – RYBAKINA, FINALE A WIMBLEDON

Ons Jabeur ed Elena Rybakina hanno già scritto una nuova pagina di storia nel torneo più affascinante e quest’anno più discusso del mondo. Saranno loro infatti le finaliste di Wimbledon 2022 in una prima volta per entrambe ma soprattutto per i Paesi che rappresentano. La Jabeur è tunisina e non era mai accaduto che una tennista africana e araba potesse competere per il titolo; la Rybakina è kazaka, solo da tre stagioni perché in realtà è moscovita, e anche nel suo caso non era mai capitato che una kazaka osasse tanto. Talentuosa ed emotiva, Ons ha superato in semifinale l’amica Tatjana Maria, 34enne tedesca che è stata l’autentica sorpresa del torneo. L’ha fatto in tre set giocando molto bene in avvio, subendo un evidente calo nel secondo parziale e tornando a comandare nel terzo, arricchito dai suoi colpi imprevedibili che hanno nella smorzata e nelle accelerazioni costanti con entrambi i fondamentali, nonché nelle discese a rete quasi sempre vincenti le “impronte digitali” del suo tennis. Bello l’abbraccio finale tra le due e il tributo che la vincitrice ha voluto riservare alla sconfitta, richiamandola al suo fianco per ricevere il plauso congiunto del pubblico: “E’ un sogno che si avvera dopo tanti anni di sacrifici – ha detto la tunisina al termine – e ora spero di continuarlo per un’altra partita. Giocare contro un’amica è difficile, ancor di più inseguire le sue palle. Ora mi deve un barbecue. Non molla un punto, ha un fisico pazzesco e usa benissimo la smorzata. Spero continui ad esprimere questo tennis, è bellissima da vedere in campo…magari non contro di me, sono a posto così. Sono una donna tunisina orgogliosa di essere qui ora e sono consapevole che nel mio Paese stanno impazzendo. Spero di essere una fonte d’ispirazione per più persone possibili”. Elena Rybakina ha invece posto fine alla corsa di Simona Halep, campionessa a Wimbledon nel 2019. Tanta potenza nel bagaglio tecnico della kazaka, capace di servire benissimo e trovare angoli impossibili soprattutto con il rovescio bimane, colpo con il quale ha chiuso le ostilità di campo lasciando ferma la sua avversaria. La pressione della vigilia ha giocato un brutto scherzo alla rumena che ha offerto nel complesso una prestazione di qualità inferiore rispetto a quelle quasi perfette messe in campo contro l’iberica Badosa e l’americana Anisimova. Male anche al servizio, con ben 9 doppi falli in completa antitesi con i cinque ace della Rybakina: “Sono stata molto solida – ha detto la kazaka – e non ho mai perso la concentrazione. Avevo preparato bene il match conoscendo il grande valore di Simona. In finale non sarà facile perché Ons gioca tante palle corte spezzando il ritmo. Cercherò di dare il massimo per contrastarla”. Domani la sfida per il titolo.   

di redazione