UNA KAZAKA NATA A MOSCA E’ LA NUOVA CAMPIONESSA DI WIMBLEDON, ELENA RYBAKINA

L’incredulità sul volto della vincitrice, la 23enne kazaka nata e cresciuta tennisticamente in Russia (dove ancora risiede), Elena Rybakina, la delusione su quello della sconfitta, la 27enne tunisina Ons Jabeur, considerata la favorita prima del via dell’ultimo atto di Wimbledon 2022 al femminile. Gli organizzatori hanno dovuto far buon viso a cattivo gioco dopo il boicottaggio attuato nei confronti dei tennisti russi e bielorussi e masticare amaro nel tributare onore e gloria, con tanto di classica passerella in campo e sulla nobile terrazza del Centre Court, all’algida Rybakina. Il trofeo le è stato consegnato da Kate Middleton, duchessa di Cambridge e moglie del principe William, che si è poi fermata a parlare con la vincitrice anche nelle storiche sale dell’All England Club. Partita nel complesso “bruttina”, con tanti errori da parte di entrambe le protagoniste, alla prima finale Slam in rappresentanza dei rispettivi Paesi, mai così in alto nei Major. E’ scattata meglio dai blocchi Ons Jabeur che si è portata in campo le speranze dell’intero continente africano con tutte le pressioni che ne sono conseguite. Nel primo set ha giocato un tennis ragionato e a tratti ispirato, sorretto da un ottimo rendimento al servizio. Con due break l’ha chiuso al nono gioco approfittando dei tanti gratuiti commessi dall’avversaria che non è riuscita ad essere incisiva nei propri turni di battuta e in fase di risposta. Improvvisamente il quadro del match è cambiato all’inizio del secondo set. La Rybakina ha alzato il livello e la Jabeur si è fatta sorprendere abbassando le percentuali su tutti i suoi colpi e incaponendosi sui tentativi di palle corte che in rare occasioni sono risultate vincenti, a differenza di quanto accaduto nelle precedenti sfide del torneo. Così la tennista kazaka ha pareggiato i conti ed è ripartita con lo stesso passo nel set decisivo, portandosi sul 3-1 con un break. La Jabeur ha provato a reagire anche se è parsa poco convinta del possibile recupero. Le occasioni per concretizzarlo sono arrivate con tre palle consecutive per il contro-break sul 2-3. Non le ha tramutate e da quel momento La Rybakina ha preso ancora più fiducia tagliando l’ideale traguardo poco dopo: “A inizio torneo – ha detto in premiazione – non credevo nemmeno di poter arrivare alla seconda settimana ed invece è successo l’incredibile. Ringrazio il pubblico per il supporto, il mio staff, i miei genitori sena i quali non sarei stata qui, il presidente della Federazione kazaka che ha seguito di persona la semifinale e la finale, mia sorella in tribuna. All’inizio del match ero tesa, poi mi sono sciolta”.

di redazione