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EDOARDO LAVAGNO HA SCALDATO FRITZ A TORINO

Dalla terra rossa dei Ronchiverdi, la sua normale casa degli allenamenti e circolo per il quale difende i colori in serie A2 a squadre, al veloce indoor del PalaAlpitour per fare da sparring ad uno degli otto big che animano da domenica 13 novembre la 53esima edizione delle ATP Finals, la seconda consecutiva a Torino.  Un passaggio che ha visto protagonista il 24enne torinese Edoardo Lavagno, attuale numero 348 del ranking mondiale, posizione che sfiora anche il suo best ranking recente di numero 344 e nei fatti fotografa una scalata da inizio anno di circa 200 posizioni. “Certo il mio miglior anno – sottolinea Lavagno – per il livello al quale ho giocato”. Dalla parte opposta della rete c’era Taylor Fritz, avversario designato di Rafael Nadal nel primo match del Gruppo Verde. Come si è sviluppata l’opportunità? “Ha iniziato a prendere forma mercoledì scorso – ha detto Edoardo – quando l’ATP ci ha contattati per chiederci la disponibilità. Non era previsto ma io e il mio coach ci siamo subito attivati. Ero fermo da alcuni giorni a causa di un problema alla gamba e quindi ho provato a scambiare anche giovedì. La risposta è stata buona e così ho accettato di passare dalla posizione di semplice spettatore delle Finals nella mia Torino a quella di “addetto ai lavori”. Come è stato l’approccio sul centrale dell’impianto? “Inizialmente surreale – ha proseguito il mancino torinese – perché tutto qui ha il sapore e le forme del massimo. Dagli spogliatoi con le immagini di tutti i giocatori al tragitto che ti accompagna in campo. Così mi sono trovato sul centrale, fantastico e incredibile. Fritz è stato molto cordiale e ci siamo salutati prima dell’inizio dell’allenamento di venerdì sera scorsa. Ho subito cercato di dare il massimo anche se qualche minuto per tarare i colpi c’è voluto, soprattutto considerando che era da quasi un anno che non giocavo su questo tipo di terreno. La superficie è veloce e la palla ti arriva subito incontro. Con Taylor non ci conoscevamo anche perché la mia attività giovanile internazionale è stata ridotta per i molti infortuni patiti. Nelle pause della prima seduta di allenamento (bissata nel pomeriggio di ieri) ho scambiato qualche parola con Thanasi Kokkinakis che aveva appena finito il suo. Scherzando abbiamo parlato dell’attesa di Kyrgios, ultimo dei giocatori inseriti nella lista dell’evento torinese ad arrivare”. Quale impressione ha avuto scaldando Fritz? “Sul palleggio mi sono trovato abbastanza bene cercando di contrastare i suoi colpi piatti. Mi ha stupito la forza del suo servizio e gli angoli che è capace di trovare con questo colpo d’inizio gioco. Anche il mio è però risultato efficace su questo terreno e in alcune occasioni l’ho messo in difficoltà”. Lavagno, mancino come il suo idolo Rafael Nadal, si è dunque trovato nell’atipica situazione di “preparare” per il match l’avversario designato del maiorchino. Quali emozioni le ha generato la situazione? “Sabato sera non ho visto Nadal…altrimenti sarei svenuto. Ho rischiato di farlo incrociandolo domenica nel tragitto inverso che dal campo conduce agli spogliatoi. Un rapido saluto, per me tanta emozione. Strano “aiutare” il primo rivale di Nadal a Torino ad essere pronto. L’ho fatto con la massima professionalità e mettendo in campo tutta la passione che provo per questo sport”. Il risultato si è visto, con lo statunitense che ha offerto una delle sue migliori prestazioni di sempre sconfiggendo il “mito”. In ottica 2023 può definirsi quella appena vissuta un’avventura motivante? “Senza dubbio – ha confermato Lavagno – anche se la mia stagione non è ancora finita. Giocherò di qui a fine anno due Challenger, il 90 di Valencia e l’80 di Porto e cercherò altri punti utili per salire ulteriormente in classifica”. Al termine ringraziamenti e saluti con Fritz e soddisfazione anche del coach di Lavagno, Laurent Bondaz: “Momenti da vivere intensamente – ha sintetizzato – che ripagano del lavoro svolto in questi dodici anni con “Edo” e stimolano a continuare sulla strada tracciata. Atmosfera unica e sensazioni che rimarranno a lungo nella mente del sottoscritto e del giocatore. Sono esperienze che arricchiscono sotto ogni punto di vista”.

di redazione