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L’ITALDAVIS CEDE IN DOPPIO AL CANADA. IL SOGNO SFUMA IN SEMIFINALE

Ancora un infortunio ha messo la parola fine al sogno dell’Italia di Davis di alzare la seconda insalatiera della sua storia, a Malaga. Quello di Simone Bolelli, al polpaccio, che ha impedito al bolognese di scendere in campo a fianco di Fabio Fognini nel doppio decisivo. Un’assenza non da poco vista la perfetta simbiosi tra i due, confermata nei quarti contro gli USA. A sorpresa il capitano Filippo Volandri, con tanto di scelta condivisa, ha schierato Matteo Berrettini, lontano dai campi dalla finale persa a Napoli contro Musetti. Difficile pensarlo subito reattivo e letale e così, noostante un Fognini stratosferico nel primo set e ottimo anche nel secondo, il tandem azzurro si è inchinato a quello canadese composto da Vasek Pospisil e Felix Auger Aliassime. Il rammarico sta nel fatto che in entrambi i set l’Italia è stata avanti di un break ma non è riuscita a capitalizzarli. Alla fine ha pagato alcuni errori nei momenti cruciali dicendo addio al sogno: ““Abbiamo tirato fuori dal cilindro Berrettini, Bolelli non avrebbe potuto giocare e il rischio che non finisse la partita era molto alto, nonostante dopo la vittoria di giovedì l’avessimo tenuto a riposo per un giorno. Non potevo chiedere di più ai ragazzi. Una scelta obbligata quella del doppio e condivisa – ha detto il capitano Volandri – perché Musetti non era nella condizione psicologica migliore e Sonego era stanchissimo dopo la battaglia in singolare. Mi sono sentito vicino al successo e Matteo e Fabio avevano già giocato insieme. Abbiamo anche pagato il momento di forma e fiducia di Auger Aliassime, entrato al posto di Shapovalov, inizialmente il secondo doppista designato. Sonego ha fatto una partita mostruosa. Guardiamo al futuro e consideriamo che Matteo aveva pochissime ora di allenamento nelle gambe e ha fatto più del possibile. Il nostro gruppo esce ancora più rafforzato dopo questa esperienza”.  “Un match che è stato la fotografia della stagione, con una serie infinita di infortuni – ha detto il presidente FIT Angelo Binaghi – nonostante i quali siamo tra le quattro migliori formazioni al mondo. Il futuro sarà nostro come dicono in molti. Il gruppo è forte e ha molte soluzioni, come visto in questa settimana. Non sapevo nemmeno io dell’ingresso dell’ultimo minuto di Berrettini al posto di Bolelli. Siamo forti ad altissimo livello ed abbiamo ben dieci Next Gen tra i migliori 24. Direi che il movimento si sta esprimendo alla grande”.

di redazione