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LE DICHIARAZIONI DEGLI AZZURRI DOPO LA SCONFITTA CONTRO IL CANADA

Per la terza volta in altrettanti confronti di Coppa Davis il Canada ci ha sbarrato la porta. Ieri forse è stata la sconfitta più dura perchè il sogno nel cassetto di tornare ad alzare la Coppa era sempre più vicino a diventare reale. Così gli azzurri alla fine dell’avventura, partendo dal presidente FIT Angelo Binaghi: “Innanzitutto, voglio fare i complimenti alla squadra. I ragazzi sono stati tutti molto bravi, a cominciare da un Lorenzo Sonego a dir poco clamoroso e finendo con un Matteo Berrettini che si è messo a disposizione pur essendo ancora in condizioni fisiche precarie. Per come siamo arrivati qui a Malaga, questa semifinale è un miracolo. Siamo fra le prime quattro squadre del mondo e questo gruppo ha dimostrato una straordinaria voglia di riportare la Coppa Davis in Italia: noi faremo di tutto per aiutarlo a raggiungere questo obiettivo”.
Così il capitano Filippo Volandri: “La sconfitta brucia e sarebbe stupido dire il contrario. Deve bruciare e questo deve servirci per il futuro. Ciò che posso dire, però, è che non avrei potuto chiedere ai ragazzi niente di più di ciò che hanno dato. Abbiamo dato tutto contro un’avversaria fortissima, giocandoci il doppio fino all’ultima palla. Complimenti ai rivali ma sono fiero e contento del mio team. Ho la fortuna e il privilegio di avere a disposizione dei giocatori fortissimi. Siamo dispiaciuti per la mancata finale, ma ai ragazzi ho detto che rispetto a Bologna ci troviamo molto più avanti in un percorso iniziato comunque da poco. Siamo un gruppo, giochiamo da gruppo, e questo ci permette di emergere dalle situazioni delicate e di gestire bene anche le emergenze, ultima in ordine di tempo l’infortunio di Bolelli. Quando è emerso il problema di Simone, Matteo si è allenato ed era pronto. Ho scelto lui perché è un giocatore abituato a giocare su questi palcoscenici. Ho cercato di sfruttare al meglio le potenzialità della mia squadra. Matteo era venuto qui con un altro ruolo, era impensabile che giocasse: poi è successo qualcosa di speciale, che mi rende ancora più fiero dell’intero team. Ogni volta che chiedo qualcosa, ognuno di loro fa tutto il possibile per accontentarmi”.
Matteo Berrettini ci ha provato ma era in evidente difficoltà dopo oltre un mese di assenza agonistica: “So di non aver giocato la mia miglior partita e so di poter fare molto di più. Ma ci ho provato. Sono sceso in campo con l’obiettivo di metterci il cuore e di fare il possibile, fino all’ultimo punto. Altre volte mi sono sentito meglio, altre colpivo meglio la palla o rispondevo meglio, ma spesso in Davis ciò che conta è scavare dentro se stessi e provare a dare tutto. L’ho fatto. C’è tanto amaro in bocca, ma abbiamo gettato delle basi molto positive per il futuro. Descrivere la mia stagione è complicato, ci sono state cose positive e tanti buoni risultati, ma anche sfortune e momenti difficili. Viste le difficoltà che ho avuto non posso dire sia stato un anno negativo, perché mi è servito a sforzare la mia mente a pensare sempre positivo. A un certo punto ho anche pensato di chiudere la mia stagione in anticipo, ma ancora una volta mi sono messo d’impegno per provare a resistere. Quindi non ho il rimpianto di aver giocato questo doppio. Sicuramente avrei preferito un altro risultato, stanotte prendere sonno non sarà facile, ma sono orgoglioso di ciò che ho fatto dopo un periodo veramente difficile”.
Fognini ha dato come sempre il massimo: “Sono molto triste perché abbiamo avuto le nostre chance. Purtroppo, sappiamo come può essere il doppio: bastano due punti qui e due lì per perdere la partita. Io provo sempre a dare ciò che ho: se ho 10 do 10, se ho 100 do 100. Sono amareggiato e vado a casa molto deluso, anche perché alla mia età non so quanti altri incontri di Coppa Davis mi rimangano da disputare”.
L’eroe di Malaga rimane Lorenzo Sonego, dopo le due vittorie contro Tiafoe e Shapovalov: “Un’emozione incredibile – aveva detto Sonego a match appena concluso – vincere così dopo oltre tre ore Abbiamo giocato ad un gran livello. La Davis è così, lui è un guerriero ed è sempre difficile abbatterlo e chiudere la partita. Ero pronto per un terzo set. Sono i frutti del lavoro svolto in allenamento e della fiducia che aumenta. Sono contento e fiero di me anche dopo il secondo set quando ho cercato di prendermi i punti e lui è risalito. Nel terzo set non ho pensato alle occasioni sfumate e sono ripartito come fossimo stati sullo 0-0. Lui ha alzato ancora il livello ma io non ho mollato tenendo due turni di servizio molto delicati in avvio. Fondamentale l’apporto del team e del pubblico, in certi momenti è sembrato di essere in Italia”.
Musetti in versione normale e non come quella di Amburgo ha riconosciuto la forza di Auger Aliassime: “Merito suo – ha ammesso il carrarino – io non sono mai stato contento del mio tennis e ho sempre subito il suo servizio, giocato ad altissimo livello. Felix ha sfruttato le occasioni che ha avuto, io me ne sono fatta sfuggire qualcuna. Nel complesso mi sono innervosito e ho avuto troppa fretta. Auger Aliassime è stato bravo a inchiodarmi sul rovescio, io non sono riuscito a girarmi sul diritto e mettere in campo le mie variazioni”.

di redazione