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E’ ROTTURA TRA ITF E KOSMOS

Facile affermare oggi che l’avevamo detto, si rischia di entrare nella cerchia dei nostalgici. Non è culto del passato, che non potrà mai più tornare, ma lettura obiettiva di ciò che è accaduto negli ultimi anni quando si parla di Coppa Davis. La società Kosmos facente capo al calciatore Piquè ha stravolto la competizione a squadre più antica e blasonata al mondo facendola diventare una cosa completamente diversa da ciò che era stata e che avrebbe dovuto, pur modificandone la formula, continuare ad essere. Cancellata l’edizione 2020 per gli scarsi introiti della precedente (più che per il problema pandemico) è ripartita nel 2021 con alcuni aggiustamenti e si è riproposta nel 2022. I grandi contributi economici che la società aveva assicurato all’ITF non sono in realtà arrivati e gli sponsor attesi si sono rivelati meno munifici del previsto. Si è così giunti al punto di rottura, non si è ancora capito se consensuale o meno, e tutto dovrà essere ripensato dal 2024 in avanti. L’edizione del 2023 dovrebbe infatti ricalcare quella da poco conclusa e che ha visto il successo storico del Canada. Nel “board” del Comitato Organizzatore ci sarà anche l’ATP e ciò assicura qualità e rispetto dello sport di cui si parla. Verranno studiate soluzioni in grado di far conciliare le cadenze del calendario internazionale maschile, a dir poco fitto, con la volontà di vedere in campo i massimi protagonisti del circuito. Si auspica un piccolo ritorno al passato, certo rivisitato, per tornare a dare alla competizione la dignità che merita. Nessuno tra i grandi che l’hanno giocata ha mai applaudito la nuova formula considerandola al massimo un campionato del mondo in stile “pallonaro”. Non dovrà più essere così perchè la lotta per “l’insalatiera” merita molto di più, senza nostalgia ma con tanto rispetto per chi ha scritto pagine e pagine di epiche imprese, quelle che ancora oggi fanno la differenza.

di Roberto Bertellino