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BERRETTINI KO CON MURRAY

Dopo Musetti anche Berrettini ha recuperato due set di svantaggio al nobile rivale di primo turno degli Australian Open, Andy Murray, ma sul più bello ha mancato un match point (dalla poltrona agevole…) ed è caduto al supertie-break, meglio interpretato dallo scozzese. Ben 4 ore e 49 minuti di lotta con il rammarico di aver approcciato male il confronto, forse anche con un po’ di presunzione, e perso i primi due set tra errori e lamentele, con il proprio io e la panchina. Murray si è presentato in bella versione e ha approfittato del momento, facendo correre Matteo e servendo da par suo, cosa che invece non è riuscita all’azzurro. La partita si è giocata con il tetto chiuso della Rod Laver Arena e questo ha rallentato le condizioni. Nel primo set è stato decisivo un break, nel secondo il britannico, seguito in tribuna dallo staff nel quale è ricomparso Ivan Lendl, ne ha agguantati due, uno in apertura e l’altro in chiusura, con una brutta versione dell’azzurro troppo incostante nelle sue trame. Nel terzo e quarto set il romano ha cambiato l’inerzia della sfida, ribadendo cuore e carattere, ma l’avversario non ha mai mollato la presa e costretto a fatiche supplementari anche l’azzurro. La terza frazione è stata decisa, dopo che Berrettini aveva recuperato una situazione complicata, dal break per il 3-2 e servizio Matteo. Alzate le percentuali alla battuta l’allievo di coach Santopadre ha ridotto così le distanze con il 6-4. Il tie-break ha definito nel quarto set il pareggio dell’azzurro in quanto al computo dei set. E’ stato un concentrato di emozioni e Matteo lo ha fatto proprio alla terza opportunità, dopo aver fallito le prime due. Tutto da rifare dunque.
Murray ha continuato a tenere botta e i due contendenti hanno dato ulteriori dimostrazioni di bontà balistica con i rispettivi servizi. L’occasione per l’azzurro, ovvero il match point, è arrivata al decimo gioco. Sembrava fatta per Berrettini che ha avuto sulla racchetta la possibilità di chiudere, con un rovescio in avanzamento apparso ai più facile facile, con tanto di scozzese parso inerme nell’occasione. Un rovescio finito in rete che ha ridato vigore a Murray. Carburante puro che ha consentito all’uomo d’acciaio con tanto di protesi d’anca di portarsi sul 5-0 nel match tie-break. Vantaggio difficile da colmare. Matteo ha provato a farlo ma si è solo avvicinato all’ex numero 1 del mondo (6-8). Qui un tentativo di passante di rovescio dell’azzurro è finito out non di poco e di fatto la sfida è andata in archivio. Fortunosa la conclusione di Murray, con palla finita sul nastro e approdata nel campo di Berrettini perfida e vincente, ma nel complesso vittoria meritata dell’ex Fab Four. Delusione azzurra per un Berrettini che dopo gli Australian Open uscirà dalla top 20 ATP, cosa che non gli capitava dall’agosto del 2019. Lo scozzese attende ora il vincente di Fognini – Kokkinakis, match sospeso per pioggia.

di redazione