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GIULIA GATTO MONTICONE ALL’ULTIMA STAGIONE. IL FUTURO SARA’ DA COACH

Giulia Gatto Monticone sta affrontando con grande serenità quella che sarà la sua ultima stagione agonistica e intanto guarda già al domani che la vedrà infondere esperienza e quanto accumulato in molti anni di onorata carriera alle più giovani: “Mi sto allenando – conferma la torinese classe 1987 – dopo aver esordito in stagione nel 25.000 $ ITF di Loughborough (Gbr) sul veloce indoor. Un buon torneo nel quale ho raggiunto i quarti superando al secondo turno un’ottima giocatrice come la ceca Anna Siskova. Nel complesso sono state buone sensazioni che mi fanno ben sperare in ottica stagionale. Non mi pongo più assilli e gioco per il gusto di farlo, cercando di godermi queste ultime esperienza da professionista”. Una carriera che ha portato la piemontese al best ranking di numero 148 WTA e a raggiungere momenti indimenticabili, come quello di Wimbledon 2019: “Rimane una perla nella vita personale e di atleta. Scendere in campo sul centrale di Wimbledon in tabellone contro Serena Williams e non sfigurare ha rappresentato il coronamento di un sogno, per la situazione, l’atmosfera che mi circondava, il valore dell’avversaria e la capacità di gestire le emozioni”. Un percorso, quello di Giulia Gatto Monticone, nel quale non ci sono rimpianti: “Sono orgogliosa di ciò che ho fatto e delle soddisfazioni che mi sono tolta. Ora voglio provare a prendere ancora tutto ciò che verrà anche per non chiudere la carriera in modo repentino e traumatico. Il 2022 è stato un anno strano e problematico. L’ho iniziato mancando la trasferta in Australia a causa del COVID. La ripresa è stata lenta, mi sentivo sempre stanca alla fine degli allenamenti. Poi ho avuto un infortunio al polso che mi ha ulteriormente rallentata. In sintesi una stagione mai veramente partita. La mia attuale classifica ne è la fotografia”. Dopo la preparazione in corso i prossimi tornei sono già pianificati: “Andrò a Grenoble per un 60.000 $ sul veloce, poi a Glasgow in un 40.000 $ ITF. Le tappe successive le valuteremo cammin facendo”. Avanzando gli anni anche gli stimoli cambiano: “Bisogna porsi dei mini-obiettivi. L’ultimo raggiunto è stato il traguardo delle seicento vittorie da professionista, coronato nel torneo inglese di alcune settimane fa”. Ne rimangono però altri: “Mi piacerebbe – prosegue Giulia – alzare ancora un trofeo (11 quelli vinti in singolare in carriera a livello ITF) e centrare un altro scudetto a squadre con l’US Tennis Beinasco. Quello del 2018 è stato spettacolare. Ci riproveremo perché l’ossatura della squadra è rimasta quasi invariata e rappresenta la nostra arma in più. Abbiamo ancora il dente avvelenato per la sconfitta patita in semifinale lo scorso anno. Sarebbe un modo fantastico per chiudere la carriera”. Si guarda già oltre: “L’idea è quella di rafforzare ulteriormente il team con l’inserimento di altre professionalità e seguire alcune giocatrici come stiamo già facendo io e Tommaso Iozzo (coach e compagno di vita n.d.r.) con Federica Rossi alla Sisport di Torino. Ciò che mi ci piacere sono le richieste che abbiamo già ricevuto”. Un tennis, quello femminile, che è cambiato molto negli ultimi dieci anni: “E’ diventato sempre più fisico e con sempre maggiori protagoniste, anche giovanissime. Pensavo che con lo stop determinato dalla pandemia non ci sarebbe stata un’ulteriore evoluzione così veloce ed invece anno dopo anno le avversarie sono sempre di più e agguerrite. Difficile contrastarne la potenza e l’esuberanza. Il ricambio generazionale è sempre più una costante e spesso mi ritrovo in tabelloni nei quali non conosco quasi nessuna delle mie avversarie”. Anche l’aspetto mentale è diventato fondamentale: “Figure come quella del mental-coach quando ho iniziato io non esistevano. Ora sono determinanti perché ti aiutano ad imparare come gestire i momenti cruciali dei match che spesso si decidono su pochi quindici”. Torniamo alla storia personale e ai tornei più belli giocati in carriera: “Detto di Wimbledon, grandi scenari sono stati quelli del Roland Garros e dell’Australia, anche se a Melbourne non sono mai riuscita ad entrare nel main draw. Molto bello poi il WTA di Tokyo, in una terra come il Giappone che ho sempre amato, e il Wta di Stoccarda”. La voglia di competere c’è ancora ma soprattutto la passione per uno sport che le ha dato molto e comunque rappresenterà ancora il suo domani, se pur in altra veste.

di Roberto Bertellino, articolo pubblicato questa mattina su Tuttosport