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CAMILLA ROSATELLO E LA VOGLIA DI SLAM

E’ la giocatrice piemontese meglio piazzata nella classifica WTA, al posto n° 239 e in salita di tre scalini rispetto alla settimana scorsa. Camilla Rosatello è nata e cresciuta a Lagnasco, accogliente cittadina a pochi chilometri da Saluzzo in una terra nella quale la filosofia del lavoro è nota quotidiana, in ogni settore. Classe 1995, ha raggiunto il best ranking in singolare il 7 agosto del 2017 (225 WTA), poi in doppio (134) nel 2018, quando a guidarne l’ascesa erano Duccio Castellano ed Enrico Gramaglia, tecnici e dirigenti della VTT. Una realtà che opera al TenniStadium di Lagnasco, centro costruito dalla sua famiglia. Proprio il 2017 è stato un anno magico per Camilla che giocò il suo primo torneo Slam, nelle qualificazioni US Open. Un primo turno da rivivere: “Mi è rimasto nel cuore – ricorda oggi con orgoglio – perché mi misurai e vinsi contro l’attuale n° 2 del mondo e fresca campionessa degli Australian Open, Aryna Sabalenka. Quando vidi l’accoppiamento in tabellone fui assalita da molte ansie e paure. Non la conoscevo benissimo ma solo a guardarla intimoriva per la prestanza fisica. Mi abbatterà, pensai, ma i componenti del mio staff di allora mi dissero di entrare in campo e cercare di dare il meglio, senza pensare ai muscoli della rivale. Un aneddoto merita di essere “messo agli atti”. Nella fase di riscaldamento, alla terza palla, Aryna scagliò un fortissimo diritto verso di me e quasi caddi per la potenza del suo colpo. Fu una sorta di risveglio perché mi sbloccai e riuscii a giocare una delle migliori partite della mia carriera. Vinsi in tre set dopo aver perso il primo ma non mi abbattei. Rimasi anzi tranquilla vedendo che con un tennis tattico riuscivo a metterla in difficoltà e contenerla. Quando ti confronti con giocatrici del suo calibro non puoi pensare di metterla sullo scambio e sul ritmo altrimenti ne esci con le ossa distrutte”. Le ha fatto piacere vederla vincere gli Australian Open quest’anno? “Certo, perché ora posso dire di avere nel palmares un successo con una campionessa Slam e perché se lo meritava. In tante occasioni era arrivata vicina al salto di qualità ma sempre qualcosa l’aveva bloccata. Ora è volata in un’altra dimensione ma quel match mi diede tanta fiducia e consapevolezza”. In che momento di carriera è oggi Camilla Rosatello? “Da un po’ di tempo mi alleno a Palermo con l’obiettivo di migliorare e tornare a disputare le qualificazioni Slam, magari già al Roland Garros. Non mi pongo assilli di classifica ma credo che i risultati saranno una conseguenza del lavoro fatto. Bisogna proseguirlo, anche se a volte non arrivano subito, ma ho imparato che solo questa è la strada giusta”. In queste settimane l’azzurra è a Santo Domingo, poi quale sarà la programmazione? “Cercherò di entrare nelle quali di un WTA 250, altrimenti mi allenerò e giocherò in marzo alcuni 25.000 $ in Spagna. E’ un mese atipico, con pochi tornei in calendario, prima della ripresa più classica ad aprile”. A inizio stagione per la giocatrice di Lagnasco anche la grande esperienza nella United Cup. Come è stata? “Fantastica sotto ogni punto di vista, personale e professionale. Ho imparato molto dai big e giocare in doppio a fianco di Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti è stato speciale. Mi ha colpita il loro atteggiamento sempre positivo, anche nei momenti di difficoltà. Io tendo ad essere troppo autocritica e a volte mi lamento. Loro trasformano in un plus anche i passaggi delicati dei match e gli errori. Abbiamo fatto gruppo e mi hanno fatta sentire una di loro. Si è trattato di una grande iniezione di fiducia, in ottica presente e futura. Mi ha colpita molto anche la vittoria di Martina Trevisan contro Maria Sakkari per il modo grintoso e tenace con cui è arrivata”.

di Roberto Bertellino