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VULPITTA IN EVIDENZA AL BONFIGLIO

Nemmeno il vento che nella giornata di ieri ha soffiato sui campi del Tennis Club Milano Alberto Bonacossa è riuscito a frenare la corsa di Gabriele Vulpitta. Opposto negli ottavi al coreano Jangjun Kim, uno che al primo turno era stato capace di eliminare il brasiliano Fonseca (dato alla vigilia tra i favoriti per il successo finale al 63° Trofeo Bonfiglio), il 17enne di Taranto ha giocato un match quasi perfetto, chiuso con un rovescio lungolinea dopo un’ora e 53 minuti (7-6 6-2 il risultato) tra gli applausi dei tanti appassionati milanesi che hanno seguito il match sul campo 9. “Nel primo set – ha detto l’azzurro dopo la sfida – ho commesso qualche errore di troppo, soprattutto al servizio, ma nel secondo mi sono rilassato e ho spinto molto di più con il diritto”. In effetti, i problemi al servizio di Vulpitta (alla fine i doppi falli a referto saranno 9) avevano lasciato temere una sconfitta, ma il pugliese che si allena alla Tennis Training School di Foligno è stato bravo a uscire dai guai, annullando anche un set point. “Del primo parziale – a parlare è coach Nicola Rambotti – ho apprezzato come Gabriele sia riuscito a togliersi le castagne dal fuoco. Poi, nel secondo set, ha giocato un tennis molto aggressivo gestendo bene il match. Mi è piaciuto il fatto che abbia giocato i punti importanti come fossero punti di inizio game. Il suo è un tennis molto propositivo”. Oggi servirà ancora più coraggio al pugliese, entrato in tabellone al Bonfiglio grazie a una wild card e n.69 Itf, visto che ad attenderlo nei quarti di finale c’è la testa di serie n.1 del torneo, quel Rodrigo Pacheco Mendez (già n.880 Atp) che da quest’anno ha intrapreso la sfida dei tornei Challenger. Tanto che quello di Milano è solo il secondo torneo junior che il 18enne mancino messicano gioca in stagione.
È andata male, invece, alle due azzurre impegnate nei match degli ottavi di finale degli Internazionali d’Italia juniores femminili. La prima a uscire di scena è stata Vittoria Paganetti (123 Itf), opposta alla testa di serie n.2 e quinta giocatrice al mondo Clervie Ngounoue. Ci ha provato la 16enne barese a rimanere in scia dell’americana, variando le rotazioni e mettendo in mostra un arsenale comunque interessante, tra drop shot e passanti, ma in un’ora e 28 minuti ha dovuto alzare bandiera bianca (6-3 6-3) contro una giocatrice che quest’anno, a livello juniores, è ancora imbattuta dopo aver vinto i tornei di Indian Wells e San Diego. La 16enne di Washington, già n.533 del ranking Wta, frequenta ormai quasi esclusivamente i tornei Itf da 25.000 dollari ed è reduce dalla semifinale raggiunta a Orlando, in Florida. Vista l’uscita di scena già mercoledì della n.1 del seeding, la giapponese Sara Saito, è lei la favorita per il successo finale. Proprio una giocatrice nipponica è stata fatale alla seconda azzurra in campo: Federica Urgesi. Un match estenuante, che la 18enne marchigiana aveva cominciato nel migliore dei modi, salvo poi subire il ritorno di Ena Koike, capace dopo una lotta durata 3 ore e 21 minuti di alzare le braccia al cielo. Brava l’azzurra, n.9 del mondo, a provarci fino alla fine, rimontando da un parziale di 1-4 nel terzo set per poi cedere col punteggio di 5-7 6-3 6-4. Ad attendere la Koike, nei quarti di finale, ci sarà proprio Clervie Ngounoue.
Si colorano d’azzurro i tabelloni di doppio, con la coppia formata da Noemi Basiletti e Gaia Maduzzi che ha battuto 6-4 7-5 il duo Milic/Slama, cogliendo la semifinale. Stesso percorso anche per il binomio italiano composto da Carlo Alberto Caniato e Filippo Romano (7-5 6-2 a Horovitz/Razeghi) e per Federico Cinà in coppia col giapponese Rei Sakamoto (4-6 6-4 10/6 a Ojakaar/Zhou). Oggi, a partire dalle ore 10, al Tennis Club Milano Alberto Bonacossa sono in programma gli incontri di quarti di finale dei singolari e le semifinali del doppio.

da ufficio stampa torneo (foto Francesco Panunzio)