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VAVASSORI E LA FELICITA’ ASSOLUTA

Andrea Vavassori sembra essere su una nuvola quando si presenta in conferenza stampa: “E’ una vittoria che mi ripaga di tanti sacrifici – ha detto Wave – , è felicità pura. E’ stata tostissima, sinceramente non so come ho fatto a sopravvivere alla partita… più che a vincerla! E’ stata una lotta fisica, a fine terzo set ho iniziato a sentire dei crampi, poi lui ha vomitato…  mentalmente sono riuscito a rimanere lucido e poi ha pagato il fatto che andassi sempre a prendere il punto. Alla fine lui si è innervosito, forse mentalmente sono stato più forte io e alla fine ho vinto in maniera coraggiosa”. 
Andrea ripete spesso il concetto dell’autoefficacia: “Nessuno di noi è abituato a giocare per oltre 5 ore, in quei momenti bisogna solo riuscire a scavarsi dentro. In questa stagione ero già riuscito a vincere partite in cui fisicamente ero al limite, mi era accaduto a Marrakesh con Munar (negli ottavi di finale dell’Atp 250 dello scorso aprile, ndr)…. una partita durissima dal punto di vista fisico e l’avevo vinta. Durante il match ci ho pensato; la cosiddetta autoefficacia, una volta che riesci a fare una cosa importante poi è più facile replicarla. Quando mi ritrovo con il serbatoio quasi vuoto ora sono consapevole del fatto che posso anche andare oltre. Per questo devo ringraziare anche il mio nutrizionista che mi ha dato molta sicurezza da questo punto di vista fin da inizio anno”. 
Domani mattina aprirà il programma del campo numero 8 per l’esordio nel torneo di doppio, ma Vavassori allontana con forza l’ipotesi di un ridimensionamento del suo impegno nella specialità: “Se sono qui è grazie al doppio – spiega – . Fino a 18 anni ero al liceo scientifico e nessuno avrebbe scommesso su una mia vittoria in una partita del genere in uno Slam. Il percorso fatto nel doppio mi ha portato sul circuito Atp e mi ha fatto sviluppare una mentalità diversa… un percorso che mi ha aiutato moltissimo per il singolo. Non ho perso tempo giocando i doppi, anzi… il mio obiettivo è riuscire a vincere uno Slam e raggiungere la Top 10 di specialità. Non lo lascerò da parte, voglio prendermi delle belle soddisfazioni anche lì”. 

da sito www.federtennis.it