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SWIATEK E MUCHOVA FINALISTE A PARIGI

Saranno la pronosticata campionessa in carica Iga Swiatek, e la talentuosa “mina vagante” Karolina Muchova, attuale numero 43 del mondo, le finaliste del Roland Garros 2023. In semifinale hanno rispettivamente piegato la brasiliana Haddad Maia e la bielorussa Aryna Sabalenka, numero 2 WTA e ancora in lotta per togliere lo scettro proprio alla Swiatek. Muchova a segno con la “mano de dios”, non quella di Maradona ma la sua, che le consente soluzioni sopraffine, figlie di un tennis che ormai è quasi sparito e però incanta la platea. Palle corte, discese a rete, diritti anticipati e portati con assoluta naturalezza, taglienti rovesci bimani negli angoli del campo, come quello con il quale ha chiuso le ostilità nel primo set. In carriera non era mai arrivata in una finale Slam e questa volta ha centrato l’obiettivo grazie ad un gran primo set e ad una reazione quasi insperata sul 2-5 del terzo set, quando pareva ormai sulle gambe. Aryna si è improvvisamente fermata, ha subito un parziale di 12 punti ad uno ed è tornata vulnerabile, lei che in stagione si era già imposta agli Australian Open e non solo. Doppi falli bissati nel finale di gara, tutta linfa vitale per Karolina Muchova che lungo il percorso aveva anche battuto (2° turno) Camila Giorgi e nel primo Maria Sakkari. Dopo 3 ore e 13 minuti il passaggio in finale è stato suo, per la gioia poco celata: “Grazie mille a tutti – ha detto al termine – non so cosa sia successo, l’atmosfera e la gente mi hanno spinto fino alla fine, e ha funzionato. Sono felice. Non voglio essere presuntuosa, voglio giocare “solo” il mio tennis. Con il mio team abbiamo lavorato per questo. Quando sento chiamare il mio nome tra un punto e l’altro tutto diventa più agevole”.
Spazio poi alla seconda semifinale tra Iga Swiatek, campionessa in carica, e l’inedita brasiliana Beatriz Haddad Maia, mai prima d’ora più avanti di un secondo turno in un torneo “major”. Per la polacca poco tempo speso in campo (5 ore e 32 minuti) per arrivare al penultimo step del torneo, per la sudamericana circa 14 ore di lotte assortite e pericoli scampati. E’ stata la tennista verdeoro, accolta da un grande applauso al momento dell’ingresso in campo, a partire con un break, dimostrando di non voler fare la comparsa. Immediata la risposta del “muro” Swiatek che ha incamerato la prima frazione con tre break nonostante la resistenza di Beatriz. E’ stata proprio lei a partire bene nel secondo set (3-1), grazie allo schema servizio e diritto. Reazione della numero 1 del mondo e parità (4-4). Haddad sempre in partita, con alcune occasioni per portarsi 5-4 e servizio. Non le ha sfruttate ma è rimasta con freddezza nella contesa issandosi al tie-break. Ha avuto anche un set point ma alla fine è stata Iga Swiatek a chiudere: “Il fatto che sia mancina – ha detto la polacca – mi ha dato fastidio. E’ una gran lottatrice e sapevo di dover essere pronta. Sono felice di aver dato il massimo nel tie-break e aver spinto negli ultimi punti. Non cambierò nulla in preparazione per la finale e dovrò tenere alta la concentrazione”.  
La giornata si era aperta con il primo titolo assegnato quest’anno a Parigi, nel doppio misto. Riscatto e lacrime per la giapponese Kato, squalificata a parere diffuso ingiustamente nel doppio femminile giocato a fianco della connazionale Sutjiadi per aver involontariamente colpito una raccattapalle. La nipponica ha vinto in coppia con il tedesco Puetz contro la canadese Andreescu e l’australiano Venus: “Sono felice del titolo – ha detto guardando verso gli spalti verso un punto preciso – e spero di poter fare altrettanto un giorno con la mia compagna di doppio”.

di Roberto Bertellino