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SFIDA PER IL TITOLO DI WIMBLEDON TRA JABEUR E VONDROUSOVA

Si giocherà oggi a Wimbledon alle 15 ora italiana (14 a Londra) per diventare la 51esima regina dello Slam più affascinante al mondo. Ci proveranno Ons Jabeur, già finalista nel 2022 (battuta dalla kazaka Rybakina) e la ceca Marketa Vondrousova, alla sua seconda finale Slam dopo quella disputata nel 2019 a Parigi e persa con l’australiana Ashleigh Barty. Sono sei i precedenti tra le due finaliste con un bilancio in perfetta parità (3-3). La ceca che ha il corpo tatuato ha vinto la prima sfida a Praga nel 2015 (63 60) e le ultime due messe in campo in stagione (Australian Open 61 57 61 e Indian Wells 76 64). La tunisina si è imposta a Sunrise nel 2016 (63 63), a Eastbourne nel 2021 (63 76) e a Stoccarda nel 2022 (46 62 63). Jabeur ha vinto dunque l’unico incrocio sull’erba (Eastbourne) e la Vondrousova l’unico negli Slam (Australian 2023). La tunisina è alla sua terza finale Slam, dopo quella nello stesso scenario del 2022 e quella degli ultimi US Open. Ha 28 anni e 322 giorni e in caso di affermazione diventerebbe la settima tennista più anziana di sempre ad imporsi in un “major” per la prima volta. La lista è guidata dall’azzurra Flavia Pennetta che lo fece a 33 anni agli US Open 2015.
Nel circuito maggiore Marketa ha vinto un solo titolo, a Biel nel 2017, quando superò in finale l’allora numero 99 del seeding, Anett Kontaveit. Ons ha conquistato invece 4 trofei e tutti negli ultimi due anni: Birmingham 2021, Madrid 2022, Berlino 2022 e Charleston 2023. In classifica WTA la Vondrousova, che è stata al massimo numero 14, diventerà n° 10 se vincerà il titolo o numero 16 se perderà la finale. Jabeur invece, che è stata al massimo numero 2, diventerà n° 3 in caso di successo o n° 6 se perderà l’atto conclusivo.
Il loro gioco è vario e difficile da decifrare. La Jabeur può fare tutto e il contrario di tutto. Sta lavorando sull’aspetto mentale con il suo staff e questo dovrebbe aiutarla, come successo durante il torneo, dove ha recuperato per tre volte un set di svantaggio e come ha dimostrato di saper fare in semifinale, nei momenti di “down”. Marketa ha traiettorie mancine e con il servizio è capace di aprirsi il campo in modo letale per le rivali. Possiede un buon tocco ed è una giocatrice completa, se libera da quei problemi fisici che negli ultimi anno ne hanno condizionato il rendimento (vedi l’operazione al gomito sinistro che l’ha costretta allo stop nella seconda parte della scorsa stagione per 6 mesi). E’ la prima tennista dell’era Open ad essere arrivata in finale a Wimbledon da non testa di serie e la seconda a farlo con la classifica più bassa (42 WTA). La detentrice del record è in questo caso Serena Williams che lo fece nel 2018 da numero 181 WTA. Anche a Parigi nel 2019 Marketa era nella stessa situazione (finale da non testa di serie). Pronostico aperto con la variabile “pressione” su entrambe a fare da vera discriminante. Tutto un Continente, quello africano, guarda la Jabeur come un mito, in primo luogo la sua Terra. Il tifo sarà in gran parte dalla sua parte e soprattutto lei giocherà per la storia, personale e del nostro sport. Anche per questo sarà doppiamente difficile.

di Roberto Bertellino