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ALLE 15 TUTTI IN PIEDI PER DJOKOVIC – ALCARAZ

Una finale tra il “vecchio” e il nuovo quella che assegnerà oggi dalle 15 ora italiana il titolo di Wimbledon. Si gioca per la storia e per i record. “Nole”, che continua a essere meno simpatico di quanto potrebbe e dovrebbe, cercando sempre la polemica con qualcuno o con qualcosa, tennisticamente è “immortale” ed immenso. Alcaraz sembra il suo naturale erede (e ovviamente del connazionale Nadal e di Roger Federer, che tanto ammira). Ha bruciato le tappe il 20enne murciano, imparando in fretta e presentandosi ai blocchi di partenza della finale 2023 del prestigioso torneo alla pari con il sette volte vincitore. In palio, e come potrebbe essere diversamente, anche il titolo di numero 1 del mondo che i due da un po’ di tempo ormai si scambiano. Djokovic in caso di successo raggiungerebbe Federer in vetta alla classifica dei plurivincitori (8 trofei), Alcaraz conquisterebbe il suo secondo titolo Slam e darebbe seguito al successo sull’erba del Queen’s di alcune settimane fa in un 500 di grande storia e fascino.
I precedenti fra i due sono in perfetta parità (1-1). Djokovic ha vinto in semifinale a Parigi, con Alcaraz crollato per i crampi (da tensione nervosa) dopo aver fatto match pari per due set; Alcaraz si è imposto lo scorso anno nella semifinale del Masters 1000 di Madrid con score a dir poco “in equilibrio” fino all’ultimo 15 (6-7 7-5 7-6). Prova di maturità per l’iberico, che in semifinale ha distrutto Medvedev, ed ennesimo appuntamento con l’epica per il serbo, arrivato a Wimbledon, come più volte ha fatto in carriera senza un match precedente sull’erba. Entrambi i protagonisti della finale odierna hanno perso solo due set nel percorso di avvicinamento al grande momento. Motivazioni speciali dunque per entrambi, in particolare per Alcaraz: “Sarebbe fantastico alzare il trofeo e farlo dopo aver battuto una leggenda dello sport come Novak – ha detto Carlos – veramente super speciale. Le motivazioni sono a mille”. Sedici gli anni di differenza tra i due (20 contro 36) ovvero il terzo più grande gap nella storia di Wimbledon considerando la lotta per il trofeo: “Non credo che in molti si aspettassero – ha detto Djokovic – la capacità quasi immediata di Carlos nell’adattarsi ad una superficie che non sembrava proprio la migliore per il suo tennis che si esalta sul rosso”.

di redazione