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BASELINE, E IL TENNIS GUARDA AL FUTURO

Dopo i buoni interventi del primo mandato, Andrea Gaudenzi dà subito un segnale decisivo da presidente confermato alla guida dell’ATP Tour col rivoluzionario progetto Baseline, assicurando il salario minimo per i prossimi tre anni (2024-2026) ai primi 250 giocatori al mondo. Così avvicina finalmente il tennis alle principali leghe professionistiche dello sport americano – come aveva promesso – e, sventolando la straordinaria forza finanziaria del circuito offre una nuova dimensione del suo sport, annichilendo la rivolta del sindacato alternativo promosso da Novak Djokovic e prospettando anche un disegno futuro che rassicura gli atleti di oggi e di domani. Perché rivaluta nei fatti il ruolo e l’entità dell’ATP, non solo un sindacato, ma un “governing body” (suona meglio di organo direttivo) creato da una associazione 50/50 fra tornei e giocatori che gestisce la maggior parte dei tornei, eccetto quelli degli Slam e della coppa Davis. 

AMBIZIONE E PROTEZIONE
Facendo due conti veloci, l’ATP è in grado di assicurare ai primi 100 un minimo di 300 mila dollari, e quindi a scalare 175mila a quelli fino al numero 175 e 75mila ai top 250. Tutta insieme, è una somma molto ingente che dà un segnale inequivocabile di floridezza e insieme di attenzione ai soci sostenitori. Così com’è filosoficamente e concretamente decisivo l’apporto che il sindacato si impegna a garantire agli infortunati che giocano meno di 9 tornei stagionali, con una protezione finanziaria, sempre in base alla classifica mondiale, che varia dai 200mila ai 50mila dollari l’anno. Per promuovere anche in modo significativo i debuttanti grazie al bonus di 200mila dollari nella stagione successiva ai neo top 125. 

L’ATP GUARDA AL FUTURO
Se, ad una prima analisi, i giocatori che usufruiranno di Baseline saranno al momento una quarantina, il progetto è comunque più ampio ed ambizioso e promette di aumentare l’investimento e di coprire sempre più le spalle a chi investe tutto se stesso nel tennis professionistico. Che, come è evidente, diventa sempre più impegnativo e complesso, con implicazione di specialisti sempre più raffinati e preparati, ormai sempre più riuniti in team, itineranti e quindi ancor più costosi. Il progetto dell’ATP è sicuramente valido e qualificato e proietta il tennis in un ambito ancora superiore, proiettandolo oltre gli altri sport individuali più importanti che ancora non si sono dati garanzia assicurative così precise e impegnative. Anche se apre da subito un pericoloso fronte con il circuito gemello, il WTA Tour, che sta disperatamente cercando di agganciarsi all’ATP Tour ma sicuramente non ha le stesse disponibilità economiche. Anche sempre più si equipara ai colleghi uomini a livello di montepremi. Così la nuova sfida è già lanciata e lo stesso Andrea Gaudenzi ne verrà presto implicato.

Articolo di Vincenzo Martucci tratto dal sito www.supertennis.tv