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FOGNINI FERMATO IN TRE SET, RAMMARICO PER LAVAGNO E COBOLLI. FUORI ANCHE GIGANTE

Finisce subito l’avventura di Fabio Fognini nelle qualificazioni dell’Open degli Stati Uniti. Il ligure ha perso al primo turno dal ceco Jakub Mensik (191 Atp), il quale si è imposto in rimonta per 16 61 61 in appena un’ora e 35 minuti di gioco.
Il primo game preannuncia una battaglia infinita. Fabio impiega 18 punti per portare a casa il gioco, annulla subito due palle break e chiude alla settima chance utile. Nel secondo game Fabio va a rete a chiudere una volée di rovescio per conquistare la prima palla break che trasforma dopo l’errore di dritto di Mensik.
Con un parziale di 10 punti a 1 Fognini apre in due la partita, vola sul 4-0, annulla due palle break e si arrampica indisturbato sul 5-0 dopo appena 25 minuti di gioco. Il ceco riesce finalmente a muovere il punteggio, ma non può nulla quando Fabio va a servire per chiudere il set. Turno di battuta tenuto a zero e primo set in archivio.
Nel secondo set la situazione si ribalta: Fabio perde due turni di battuta di fila a 15, scivola sotto 5-1 e il ceco pareggia il conto dei set. Nel terzo l’azzurro molla di schianto, va ancora sotto 5-1 e finisce travolto da un punteggio severissimo.
Fognini in carriera ha partecipato alle qualificazioni di uno Slam solo tre volte: prima di questa era successo all’US Open 2006 (sconfitto al primo turno da Benjamin Becker) e al Roland Garros 2009 (quali superate battendo all’ultimo turno Benoit Paire).
Finisce con molti rimpianti la trasferta newyorchese di Flavio Cobolli, battuto per la seconda volta consecutiva al primo turno delle qualificazioni dello US Open. Numero 138 del mondo, ha finito per cedere 61 26 75 contro lo svizzero Leandro Riedi, numero 150, che ha concesso quasi il doppio delle palle break di quelle avute a disposizione (16 a 9) ma firmato un break in più (4 a 3) e ottenuto dieci punti in più, 104 a 94. Il risultato non nasconde i progressi anche sul duro di Cobolli, che ha pagato la minore freddezza nei punti chiave, una certa discontinuità nel contrattaccare con il diritto e una posizione spesso molto arretrata in risposta. Di per sé non è necessariamente un limite, ma se l’avversario come Riedi aggredisce con il primo colpo dopo il servizio e scende a rete con frequenza, allora lo diventa.
Fermati anche Matteo Gigante e il torinese Edoardo Lavagno. Il primo per mano dell’americano Spizzirri, con caduta di rendimento nel terzo set, perso 6-1; il secondo, alla sua prima esperienza Slam, ha ceduto 7-5 al terzo al tunisino Dougaz, pur cercando fino all’ultimo il passaggio di turno e su di una superficie non proprio a lui gradita.

di redazione e sito www.supertennis.tv