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BERRETTINI, INFORTUNIO, LACRIME E RITIRO

La scena purtroppo si ripete. Matteo Berrettini accasciato su se stesso, l’apprensione degli appassionati nel momento in cui per l’ennesima volta nella carriera del campione romano a diventare protagonista è un infortunio, l’uscita dal casmpòo in lacrime o quasi, dopo il ritiro. Sia chiaro, lo stop per problemi fisici nello sport è una costante (ieri è accaduto per altri motivi a Thiem) ma l’accanimento con cui colpisce l’ex numero 6 del mondo è qualcosa di inedito. Solo sfortuna o la fotografia di una carriera ormai in fase discendente e in modo definitivo, combattuta tra dubbi e ripartenze ma senza (non certo per colpa sua) quella continuità necessaria a riportarla a livelli consoni? Questa sera Matteo era in evidente difficoltà tecnica contro il francese Rinderknech, una sorta di sua “fotocopia” per qualità tennistiche (servizio e diritto) e debolezze sul campo in quanto a spostamenti, specie laterali. Perso al decimo gioco il primo set, l’azzurro era sotto 3-5 nel secondo, con il transalpino più volte arrivato a set point. Un improvviso spostamento a fondo campo per riprendere una palla del rivale ha causato una caduta sulla caviglia destra del nostro campione che ha subito fatto intendere della gravità dell’accaduto. Ha faticato a rialzarsi, poi l’ha fatto sorretto dagli addetti, ha certificato con i responsabili del comparto medico del torneo l’impossibilità di tornare sul terreno di gioco e ha salutato la platea per l’ennesima volta con un’immagine che speravamo di non più rivedere. Gli accertamenti che seguiranno nei prossimi giorni daranno maggiore contezza dell’entità del danno e dei tempi di recupero ma la sensazione è che l’uscita dal tunnel sia sempre più lontana e difficile, per certi aspetti forse impossibile. Intanto Matteo perderà altri punti pesanti avendo raggiunto i quarti lo scorso anno e avrà sempre meno certezze. Ovvia la speranza di una sua pronta e piena ripresa ma ripartire quasi sempre da zero risulterà sempre più difficile.

di redazione