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OGGI ARNALDI E SINNER A CACCIA DEI QUARTI A NEW YORK

Guardando il tabellone, un po’ sentivo la voglia di arrivare a giocare questa partita“. Matteo Arnaldi voleva aggiungere alla sua stagione di prime volte il primo confronto con un numero 1 del mondo. E la possibilità se l’è guadagnata con pieno merito. Nel suo primo ottavo di finale Slam affronterà il campione in carica Carlos Alcaraz, numero 1 ormai a tempo: è infatti sicuro di perdere lo scettro, comunque vada il torneo, alla fine dello US Open a vantaggio di Novak Djokovic. Il match chiuderà la sessione diurna, è il secondo dalle 18 ora italiana, sull’Arthur Ashe Stadium. Un’altra prima volta, per Matteo, che dopo il successo con Cameron Norrie confessava di aver visto solo da fuori lo stadio più grande del mondo. “Credo sia uno dei giocatori più fisici del mondo, ma anche io penso di essere abbastanza buono. Fisicamente mi sento bene, cercherò di prepararla al meglio e dare il 100% e anche di più per portarla in lotta” ha detto in conferenza stampa il sanremese. Questo era un anno di tante prime volte e di esperienze, e son contento che continuano ad esserci – ha aggiunto Arnaldi -. Qua è arrivata la prima partita al quinto, la prima seconda settimana Slam, la prima volta con un numero 1 del mondo. Mi danno un bel carico di esperienze che mi aiuterà nei prossimi anni ma anche nei prossimi match”.
La missione è indubbiamente difficile per Arnaldi. Non più semplice quella di Carlos Alcaraz, che ha evidentemente orizzonti diversi. Il murciano punta a diventare il primo a trionfare per due anni di fila allo US Open dalla striscia record di cinque successi consecutivi di Roger Federer (2003-2008). “Non lo sapevo, la userò come motivazione, sarebbe incredibile condividere questo record con lui”.
In questo torneo, Alcaraz ha confermato anche la sua vena da showman. Ha cantato “Vagabundo” in un’intervista post partita, hit del cantante colombiano Sebastian Yatra, due volte vincitore del Grammy Latino. Anche in campo, ha detto, “cerco di fare cose diverse, di divertire il pubblico che viene a vedere le mie partite. Negli USA i tifosi amano lo show, si divertono quando vedono colpi inusuali”.
Arnaldi appare pronto alla sfida. Potrebbe anche chiedere qualche consiglio a Jannik Sinner, che ha battuto Alcaraz tre volte in sette confronti diretti a tutti i livelli. “Con Jannik siamo abbastanza amici, magari fra i due coach ci diciamo qualcosa su Alcaraz” ha detto Arnaldi.
Peraltro chi vince tra il sanremese e il murciano nei quarti affronterà proprio uno tra Jannik e Alexander Zverev. Dunque si potrebbe ripresentare allo US Open un quarto di finale Sinner-Alcaraz come dodici mesi fa. Allora l’azzurro arrivò a un punto dalla semifinale, ma lo spagnolo finì per vincere nel match finito più tardi allo US Open. Un match memorabile che l’ATP ha votato come il migliore del 2022.
Sinner (n.6 ATP), arrivato agli ottavi per l’ottava volta negli ultimi nove Slam, chiuderà il programma della sessione serale (secondo dall’una della notte ora italiana) contro Alexander Zverev, numero 12 del mondo. “Sascha sta servendo benissimo e fisicamente è di nuovo fortissimo – ha detto Sinner -. Non ci affrontiamo da un bel po’ di tempo, sarà bello tornare a sfidarlo”.
Il tedesco è oggi ottavo nella Pepperstone ATP Live Race To Turin, la classifica basata sui risultati stagionali che mostra l’andamento della corsa per la qualificazione alle Nitto ATP Finals. In questa classifica Sinner è quarto con 1535 punti su Taylor Fritz, nono e oggi virtualmente primo degli esclusi. Di fatto Jannik ha un piede e mezzo, se non di più, a Torino: manca solo la certificazione matematica. L’altoatesino ha battuto Zverev solo una volta in quattro precedenti confronti, alla prima occasione, negli ottavi del Roland Garros 2020. Per l’altoatesino si tratta di un altro déjà-vu.
 Dopo Wawrinka, che l’aveva battuto nel suo primo match in uno Slam allo US Open del 2019, cercherà di riscattare la sconfitta incassata contro il tedesco negli ottavi a Flushing Meadows nel 2021. 
Ne ha fatta, di strada, da quel debutto Slam di quattro anni fa in cui tolse un set a Wawrinka. “Sono contento di dove sono arrivato, penso di poter crescere ancora” ha detto Sinner, che ha sottolineato i suoi progressi nella verticalizzazione del gioco.“L’approccio a rete è uno degli aspetti in cui sono migliorato di più – ha spiegato -. Abbiamo lavorato tanto soprattutto tra Cincinnati e lo US Open su queste situazioni in campo. Sento anche meglio la palla, poi c’è da dire che le volée in singolare sono diverse da quelle in doppio. E in doppio faccio ancora più fatica. Comunque mi sento bene in ogni zona del campo”.

dal sito www.supertennis.tv