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ANCHE LUCREZIA STEFANINI E’ NEI QUARTI A MONASTIR. OGGI IN CAMPO JASMINE PAOLINI

Due italiane hanno raggiunto ieri i quarti di finale al Jasmin Open di Monastir (montepremi 259.303 dollari), trasmesso in diretta su SuperTennis e SuperTenniX. Lucrezia Stefanini si è infatti aggiunta a Lucia Bronzetti, che ha vinto il derby con Sara Errani. Oggi Jasmine Paolini, numero 30 del mondo, può portare a tre il numero delle azzurre ancora in corsa nel torneo. Parte infatti chiaramente favorita contro la croata Petra Marcinko, numero 140 del mondo, che non ha mai affrontato in carriera. Chi vince affronterà proprio Bronzetti.
Oggi Jasmine Paolini ha l’occasione di portare a tre il numero delle italiane ai quarti, e contemporaneamente di garantire la presenza di un’azzurra in semifinale. La 27enne di Castelnuovo di Garfagnana, che proprio questa settimana ha festeggiato il nuovo best ranking al numero 30, sfida per la prima volta la diciassette Marcinko, in tabellone grazie a una wild card. La copertina della serata di ieri spetta però a Lucrezia Stefanini. La 25enne di Carmignano, n.125 WTA, ha sconfitto 64 61 la polacca Katarzyna Kawa, n.217 WTA, che aveva eliminato a sorpresa Martina Trevisan, n.38 del ranking e terza testa di serie del torneo tunisino, trasmesso favorita del seeding, reduce dalla semifinale ad Hong Kong.   
Contro la polacca Kawa, Stefanini ha confermato quanto di buono mostrato, in termini di determinazione, nel derby vinto in rimonta al primo turno contro Camilla Rosatello. Il suo è un tennis efficiente: non prende rischi eccessivi, ma non è nemmeno definibile solo come un gioco difensivo. E la capacità di interpretare le evoluzioni dei match stanno facendo la differenza questa settimana. Non a caso ha vinto 15 punti su 20 in risposta contro la seconda di Kawa. Stefanini ancora non conosce il nome della prossima avversaria. Affronterà infatti la francese Clara Burel, numero 74 del mondo che l’Italia ritroverà da avversaria nelle Finals di Billie Jean King Cup, o Erika Andreeva, numero 130, sorella maggiore ma dal talento meno brillante della sedicenne Mirra.

di redazione