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A VIENNA TUTTI IN PIEDI PER SINNER, 10° TITOLO

Alla fine a cedere anche dal punto di vista mentale e fisico nella finale del 500 ATP di Vienna è stato Daniil Medvedev, opposto all’azzurro Jannik Sinner. Sono state 3 ore e 4 minuti di grande tennis, chiuse dal 22enne di San Candido per 7-6 (7) 4-6 6-3. Grandi meriti a Jannik che nel momento decisivo del terzo set ha colto il break e lo ha tenuto con i denti anche annullando due palle per il 4-5 al russo, superato per la seconda volta in carriera (2-6 il computo ora degli scontri diretti) dopo una brutta serie iniziale. Sinner ha vinto in modo diverso rispetto a Pechino, se vogliamo con un gioco più vicino a quello “prima maniera”, prevalentemente da fondo, ma molto più consapevole, con i rischi presi quando occorreva e tanta forza mentale messa sul terreno di gioco davanti ad una platea quasi tutta “sua”, alla famiglia e a parte del suo staff. Alcuni colpi hanno fatto la differenza nel terzo set, per potenza e precisione a confermare la sua dimensione di campione ormai innegabile. Decimo titolo vinto in carriera e quarto stagionale, il primo italiano di sempre a calare il poker in un solo anno. Difficile immaginare il futuro ma il suo pare proprio sempre più radioso. Consolidata la quarta piazza mondiale, al termine di una settimana perfetta. Molta la stanchezza al termine della sfida decisiva, tanto da sorridere e basta prima di abbracciare la parte del team presente a Vienna. Poi spazio alle parole e alla gioia, sempre contenuta, con un grazie speciale anche all’intero Tirolo.

di redazione