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A BERGAMO OGGI FOGNINI E VAVASSORI A CACCIA DEI QUARTI

Bergamo dovrà fare i conti anche con David Goffin. Nonostante sia il giocatore con il passato più importante tra i presenti, è arrivato un po’ a fari spenti. Ma si tratta pur sempre di un tennista dall’immensa classe. “Oggi è stata davvero una buona partita, da tempo non giocavo così bene – ha detto dopo il 6-3 7-5 contro Francesco Passaro – non ho avuto alti e bassi e ho servito molto bene. Questa è stata la chiave”. Per la verità, Passaro ha giocato alla pari per lunghi tratti ed era riuscito a metterlo in difficoltà, salendo addirittura sul 4-1 nel secondo set. “Ha cambiato posizione in risposta, è stato molto più aggressivo e mi ha strappato il servizio – continua Goffin – però sono rimasto calmo, ho continuato a servire bene e alla fine sono contento di aver vinto in due set”. Con il suo tennis costruito e pensato per la terra battuta, il perugino ha dovuto un po’ snaturarsi, cercando di spingere duro con il dritto ed evitare la diagonale del rovescio, laddove il belga gli è superiore. Non sempre c’è riuscito, anche perché Goffin ha giocato con viva intelligenza, oltre a mostrare una buonissima condizione atletica. Ma quanto è difficile, per un campione come lui, giocare nel circuito Challenger, laddove tutti vogliono il suo scalpo? “Non è facile, è vero – sospira Goffin – per esempio, qui in Italia gli avversari sono molto motivati all’idea di potermi battere, spinti dal pubblico. So già che daranno il 110%. Ma io sono qui per vincere questo tipo di partite, trovare fiducia per quello che resta della stagione e – possibilmente – tornare tra i top-100. Voglio iniziare il 2024 con sensazioni positive”. Nei quarti, il Trofeo FAIP-Perrel presented by Intesa Sanpaolo avrà un match che soltanto un anno fa è stato una finale ATP, a Marrakech: Goffin contro David Molcan. “Partita durissima, lui è un grande giocatore – dice il belga – serve bene, ha un tennis fisico, si muove alla grande, è intelligente ed è un gran lottatore. La finale a Marrakech è stata un match duro e mi aspetto un incontro simile, ma se ripropongo il tennis mostrato oggi sono davvero ottimista“. Appuntamento a domani, dunque.
Niente da fare per Flavio Cobolli, fuori già al primo turno. Accreditato della seconda testa di serie, il romano si è scontrato con la perfetta adattabilità di Pierre-Hugues Herbert alle condizioni di gioco. Il francese (vincitore di questo torneo nel 2016) è stato implacabile al servizio, con il quale ha concesso le briciole a un generoso Cobolli, imponendosi col punteggio di 7-6 6-3. L’azzurro è rimasto mentalmente in gara fino a quando ha incassato il break nel settimo game del secondo set. Per lui è stato un match durissimo, sin dall’inizio, quando si è capito che i turni di servizio di Herbert erano una montagna troppo ripida da scalare: il francese ha vinto 28 punti su 31 con la prima palla e 18 su 20 con la seconda. C’è un pizzico di rimpianto per il tie-break del primo set, nel quale Cobolli è stato per due volte avanti di un mini-break (2-0 e 3-2), ma non ha saputo cogliere l’occasione. Una volta passato il treno buono, Herbert ha continuato a giocare col pilota automatico e non ci sono più state occasioni per cambiare la dinamica del match. Raccogliendo soltanto cinque punti in risposta, era davvero impensabile fare meglio. Proveniente dalle qualificazioni, Herbert si è aperto il tabellone e chissà che proprio a Bergamo non possa rilanciarsi dopo un periodo molto difficile.
Oggi attesa per gli ottavi di finale tra Fognini e Grenier (Fra), ore 14 e Draper – Vassori (match che si annuncia spettacolare per le caratteristiche di attaccanti di entrambi) in programma non prima delle 18.

di redazione