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FOGNINI INFIAMMA BERGAMO. KO VAVASSORI

È quasi impossibile quantificare il numero totale di match professionistici giocati da Fabio Fognini. Il sito-cult Tennis Abstract ne archivia 1.083, ma non tiene conto di diversi incontri di qualificazione (per esempio, manca il successo su Djokovic a Roma 2006). Sono comunque moltissimi, un’infinità. Eppure il ligure è ancora capace di emozionarsi – ed emozionare – per il secondo turno di un ATP Challenger, categoria abbandonata per un paio di lustri e oggi frequentata per guadagnarsi un ultimo giro nel tennis che conta. Se lo spirito sarà quello mostrato contro Hugo Grenier al Trofeo FAIP-Perrel presented by Intesa Sanpaolo, c’è da credere che ce la possa fare. Fognini voleva a tutti costi questa vittoria. L’ha bramata, l’ha accarezzata e alla fine se l’è presa dopo quasi tre ore di battaglia contro un avversario in giornata di grazia al servizio. Ci ha messo il cuore, ma anche tanta qualità in un terzo set in cui si è visto il miglior tennis di questa edizione. Dopo aver vissuto pericolosamente l’intero parziale (quattro palle break cancellate: una sull’1-1, due sul 2-2, l’ultima sul 4-4) ha trovato la zampata vincente nel tie-break decisivo, infilando un passante vincente sul 5-4, prendendosi l’unico minibreak. Uno smash vincente sigillava il 6-7 6-2 7-6 che lo porta nei quarti. Per tornare tra top-100 ci vuole di più, ma il giovedì pomeriggio dell’Italcementi ha lanciato un messaggio forte e chiaro: Fognini ci crede ancora. Ci crede moltissimo.

L’ABBRACCIO DI FEDERICO – Lo ha dimostrato in un match durissimo, sfiancante, contro un avversario che vale di più della 183esima posizione, e che ha tenuto duro fino all’ultimo punto. Un successo che vale ben più di 16 punti ATP. Un successo che racconta le intenzioni di Fognini, ben deciso a ribellarsi a chi lo ritiene un ferrovecchio, un campione da declinare al passato. Perso il primo set al tie-break, ha avuto il merito di non disunirsi e restare aggrappato alla partita. Nel secondo, ha approfittato di un momento di nervosismo di Grenier, furibondo per un walkie talkie caduto durante il punto che ha dato a Fognini il 4-2. L’ha poi preso e scaraventato via, attirandosi le antipatie del pubblico. Perso il parziale, ha però ripreso a servire benissimo e – forse – è stato il giocatore migliore nel terzo, sia pur cancellando tre palle break sul 3-2 Fognini. Il set si è poi spinto al tie-break, tra scambi mozzafiato e un coinvolgimento sempre maggiore del pubblico. A spezzare l’equilibrio è arrivato il punto spacca-partita di Fognini: è riuscito a rispondere a un servizio bomba del suo avversario, è stato attaccato ma l’ha infilato con un passante millimetrico. Il resto è gioia, sollievo, delirio degli appassionati mentre le casse dell’Italcementi passavano Thunderstruck degli AC/DC e il piccolo Federico correva ad abbracciare il suo papà, ancora esausto sulla panchina. Proprio per questo, ha dato forfait dal doppio in coppia con Flavio Cobolli per essere pronto in vista dei quarti di finale. A 36 anni, è necessario fare anche questi ragionamenti. Per conqistare un posto nelle semifinali, Fognini dovrà firmare venerdì una mezza impresa contro lo statunitense Brandon Nakashima
DRAPER E’ TROPPO FORTE, VAVASORI SI ARRENDE – Sarà Fabio Fognini l’unico italiano nei quarti di finale. La speranza legata ad Andrea Vavassori è svanita nella serata di giovedì, con il piemontese costretto a un match ad handicap contro Jack Draper, numero 1 del tabellone. Il 6-3 6-4 che spinge Draper al derby britannico contro Billy Harris conferma che la sua attuale classifica (n.91 ATP) è bugiarda. Da quando ha ripreso l’attività dopo uno stop di quasi tre mesi per un infortunio alla spalla, ha espresso un buonissimo livello di gioco, culminato dall’ottavo di finale allo Us Open. 

da ufficio stampa torneo (foto Milesi)