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A BERGAMO FINALE NOBILE TRA DRAPER E GOFFIN

A un certo punto, l’avventura di Jack Draper a Bergamo sembrava terminata. Quando Brandon Nakashima gli ha strappato il servizio sul 3-3 al terzo, in un game in cui aveva disintegrato la racchetta, nessuno gli avrebbe più dato chance. Motivo? Gli scambi erano spesso in mano allo statunitense, la cui posizione in campo era più avanzata rispetto al britannico, prima testa di serie del Trofeo FAIP-Perrel presented by Intesa Sanpaolo. Invece ha riordinato le idee, ha vinto quattro degli ultimi cinque game e si è preso un posto in finale. “La chiave di questa vittoria è stata la capacità di restare nel presente – ha detto Draper dopo il 6-1 3-6 7-5 finale – Brandon sta giocando un gran tennis, ma sapevo che se avessi lottato duramente su ogni punto forse avrei avuto una chance. Sono stato bravo a gestire i momenti importanti”. Poche parole per descrivere un match di qualità altissima, degno di un turno nobile nel circuito ATP. Ed è probabile che i due (entrambi classe 2001) si ritroveranno in palcoscenici ancora più importanti. Nel terzo set si è vista intensità, qualità, scambi mozzafiato e game lunghissimi. Il match è stato deciso dai dettagli, favorevoli a un giocatore che a inizio anno era salito al numero 38 ATP, ma poi ha saltato parecchi mesi per due infortuni, il primo agli addominali e il secondo alla spalla. Quest’ultimo gli ha impedito di giocare la stagione sull’erba. “Ci sono stati tanti alti e bassi, il 2023 non è andato come speravo – racconta – però allo stesso tempo penso che sia stato un anno bello e importante. Ho imparato tanto sulla vita in generale, non solo sul tennis. E ho trovato tante motivazioni per lavorare in modo migliore, diverso, e far crescere il mio tennis. Difficile, ok, ma ne sto uscendo bene e posso onestamente dire di essere un giocatore migliore rispetto all’anno scorso”.

SPERANZA DAVIS
Draper è un ragazzo cortese, a suo agio sotto i riflettori. Non a caso è seguito da anni da IMG e a tempo perso fa il modello. Ma è anche molto ambizioso: soltanto un mese fa ha detto che non si sarebbe accontentato di un posto tra i top-50, ma che il suo obiettivo è diventare un big. Ma quanto tempo ci vorrà per raggiungere il massimo del suo potenziale? “Onestamente non lo so, perché non ho ancora avuto la possibilità di giocare con continuità a causa degli infortuni. Quando riuscirò a giocare 6-12 mesi senza problemi, allenandomi con regolarità, potrò capire se posso arrivare al top. Ma non è questione di tennis: il gioco c’è, il problema è il fisico. Sono entusiasta dei miglioramenti, cresco giorno dopo giorno e spero che il mio fisico possa reggere. Adesso la scommessa è restare senza infortuni”. La salute e la condizione atletica sono gli argomenti più cari a Draper: anche quando si parla di tecnica, il suo ragionamento finisce sempre su questioni atletiche.
Per esempio, negli ultimi mesi è cresciuto moltissimo sul lato del rovescio. Prima gli avversari lo attaccavano spesso da quella parte, adesso non va quasi mai in difficoltà. “Sono d’accordo. Ho sempre avuto un buon rovescio, però quando mi attaccavano mi trovavo spesso fuori posizione. Allora ho migliorato la qualità dei miei spostamenti, nel periodo fuori dal tour ho lavorato tanto per migliorare da quel lato: essendo diventato un atleta migliore, quando vengo spinto negli angoli per me è tutto più facile”. Avrà modo di dimostrarlo nelle prossime settimane: dopo Bergamo risulta iscritto al torneo ATP di Sofia e al Challenger di Danderyd, poi ci sarà l’impegno in Coppa Davis, con la Gran Bretagna impegnata contro la Serbia di Djokovic in vista di una possibile semifinale contro l’Italia. L’infortunio di Daniel Evans a Vienna alimenta le chance di Draper di essere schierato in singolare. “In effetti è possibile, anche perché Cameron Norrie si è cancellato da Parigi Bercy, non so esattamente per quale motivo. Ma poi c’è anche Andy Murray… abbiamo un’ottima squadra, però a Manchester ho giocato una partita e ho vinto. Se il capitano mi schiererà darò il meglio. Sì, credo che ci sia la chance di giocare”. Anche per questo, ipotizzando una semifinale Italia-Gran Bretagna, la finale di Bergamo andrà seguita con particolare attenzione.

GOFFIN: “QUESTO TORNEO VALE PIÙ DI UN CHALLENGER 75”

Sarà una finale di grande prestigio, poiché l’avversario del britannico sarà David Goffin, emerso da una lunga battaglia contro Mark Lajal. C’era qualche dubbio sulle condizioni del belga, vittima di uno stiramento ai muscoli addominali. Il preriscaldamento lo ha convinto a scendere in campo e ha espresso un ottimo tennis nel 6-7 6-3 6-4 finale, in un match terminato intorno alle 22. Lajal ha provato a mettere in campo tutta la sua freschezza, ma era costantemente in affanno nello scambio, irretito dal timing del belga, capace di raccogliere quasi tutti i punti quando metteva i piedi dentro il campo. Dopo un inizio così così, in cui stava ancora testando il suo fisico, Goffin è stato il miglior giocatore in campo per quasi tutta la partita, ad eccezione di qualche errore di troppo nel tie-break. “Sono molto soddisfatto, ho cercato di palleggiare il più possibile perchè sento bene la palla, e miglioro match dopo match. Sono lieto di essere in finale perché questo è un grande torneo, anche se è un Challenger 75 ci sono tanti ottimi giocatori, si è visto per tutta la settimana, e contro Draper sarà una bella finale. Stiamo entrambi giocando molto bene”. Anche Goffin ha notato la crescita atletica del britannico. “Serve bene, è mancino e utilizza le armi tipiche dei mancini. Inoltre è forte fisicamente, lo ha dimostrato oggi in una partita molto combattuta, in cui ha messo molta energie. Io dovrò rispondere il più possibile, essere preciso, aggressivo e andare il più spesso a rete”. In palio, per lui, il ritorno tra i top-100 ATP (sarebbe n.99 in caso di vittoria): a un certo punto della carriera, un traguardo del genere può essere prezioso anche per un giocatore come lui. La giornata inizierà alle 16 con la consueta cerimonia d’apertura, della durata di circa 30 minuti, poi la diciottesima edizione del Trofeo FAIP-Perrel vivrà il suo ultimo atto. Il migliore possibile.

da ufficio stampa torneo (foto Milesi)