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A METZ LA SEMIFINALE E’ DI FOGNINI

E’ sembrato un ragazzino in ascesa, più che un campione conclamato nella ormai più che logica parabola discendente di carriera. Così, quasi liberato dal primo quarto di finale ATP conquistato in stagione, Fabio Fognini, ha dato una vera lezione di tennis al campione uscente, Lorenzo Sonego, apparso un po’ intimorito dal derby contro l’ex numero 9 del mondo e tante altre cose. Fognini ha messo in campo il meglio del repertorio, du quel talento cristallino che nessuno gli ha mai potuto contestare. E’ stato anche calmo e concentrato sull’obiettivo, quasi a voler dimostrare che lui c’è ancora, e per tutto (Davis compresa). Il primo set è stato un assolo, con Sonego in difficoltà al servizio e sulle variazioni sopraffine del rivale. Fognini ha chiuso 6-1. Nel secondo la partita è salita di tono, ma Fognini non ha mollato la presa e piano piano ha nuovamente fatto la differenza conquistando la semifinale sul 6-1 6-2. Oggi troverà Humbert, giocatore caldo e mancino, ma contro i sinistrorsi Fabio (le sfide con Nadal insegnano) non si trova male. Dipenderà molto dalla testa, ieri funzionante a mille e dal fisico, certo provato da tante battaglie, ma ieri reattivo come poche volte nelle ultime apparizioni. Il morale è tornato alto, cosa fondamentale per la prossima stagione che potrebbe anche essere l’ultima. Il ligure meritava un acuto del genere e bloccare la discesa in classifica che lunedì lo rivedrà comunque vicino ai migliori 120 giocatori del mondo. Oggi scenderà in campo alle 18, dopo la prima delle due seminali tra Shevchenko ed Herbert. Contro Humbert l’azzurro ha giocato una sola volta, sul rosso di Roma nel 2020, perdendo 7-5 7-6. Oggi cercherà la rivincita.
“Ho giocato – ha dichiarato Fognini a fine incontro – uno dei migliori match dell’anno; da fondo campo credo di non aver sbagliato una palla, ho cercato di non farlo entrare in campo e sono molto felice per il risultato”.
Una partita esemplare dominata dal primo all’ultimo punto con l’81% dei punti fatti con la prima di servizio (17/21), ma soprattutto una tenuta mentale tipica dei suoi giorni migliori.

di redazione (foto twitter)