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AL NIKE STORE DI TORINO SPETTACOLO CON SINNER E ALCARAZ

Due testimonial Nike al Nike Store di via Roma a Torino. Alle 14 di ieri gli appassionati hanno iniziato ad assieparsi per strappare un selfie, un autografo o anche solo incrociare lo sguardo con due campioni che hanno iniziato a scrivere pagine suggestive di una rivalità destinata a scandire i prossimi anni del tennis mondiale. Sono il 22enne Jannik Sinner e il 20enne Carlos Alcaraz, due ragazzi baciati dal talento che rappresentano anche l’immagine dei Next Gen che stanno competendo con il mito, Novak Djokovic. Entrare nello store è stata un’impresa nonostante gli accrediti di rito ma alla fine ecco schiarirsi la visuale. All’interno spazi ampi e altro pubblico, di addetti ai lavori, pronto a scoprire alcuni segreti dei due big, nel frattempo saliti al piano superiore. Dopo una lunga attesa, eccoli scendere dalla scalinata e sedersi uno accanto all’altro per rispondere alle domande dei “conduttori” e di alcuni ragazzi che non aspettavano altro che interloquire con loro. Grande disponibilità da parte di entrambi e curiosità assortite. Qual è stato per voi il momento più bello in carriera? “Potrei dire la vittoria a Wimbledon o agli US Open – ha risposto Alcaraz – ma in realtà ha coinciso con la mia prima sfida contro l’idolo di sempre, Rafael Nadal, a 16 anni e a Madrid, davanti al pubblico di casa. Indimenticabile, un susseguirsi di emozioni”. “Nel mio caso – ha replicato l’azzurro – quando recentemente ho battuto Medvedev per la prima volta, dopo averci perso per sei volte di seguito”. Sul campo fermi e pronti a tutto per vincere, a tavola anche disposti a qualche “sgarro”. Quali? “A me – ha detto il murciano – piace molto la “paella”, naturalmente valenciana”. “Io sono un amante della pizza – ha risposto Sinner -; anche due volte la settimana perché si tratta di carboidrati leggeri. Posso anche alternarla con la focaccia bianca”. Interessante anche la risposta dei due alla domanda legata alla gestione delle sconfitte: “Io traggo insegnamenti dalle battute d’arresto – ha sottolineato Carlos – e mi alleno ancora più duramente per farmi trovare pronto alla successiva occasione”. “Non è mai facile digerirla – ha replicato Jannik – ma bisogna farne tesoro. A freddo io e il mio team la analizziamo cercandone le ragioni e con l’obiettivo di lavorare per evitare che si ripeta. Aiuta a crescere e a trovare le contromisure”. Gli svaghi? “La sciata del 25 dicembre – ha detto Sinner – e stare in famiglia quando si può”. “Il golf e gli amici di sempre – gli ha fatto eco Alcaraz –“. Quando erano piccoli, se lo chiedono in tanti davanti ai campioni, speravate di raggiungere questa notorietà? “Immaginavo come sarebbe stato conquistarla – ha risposto Alcaraz – e ho lavorato per questo sempre senza dimenticare la componente del divertimento. Forse è questo il segreto per emergere e mettere in secondo piano i sacrifici che occorre fare e le tante ore di allenamento”. “Abbiamo avuto due percorsi diversi – ha precisato Sinner – perché sono passato anche attraverso la pratica di altri sport (lo sci prima di tutto n.d.r.) prima di scegliere il tennis. Volevo diventare uno dei migliori e ora ci sono ma il percorso non è ancora terminato. Sono sensazioni molto belle, anche essere qui oggi con voi”. Poi spazio al bagno di folla nel cuore di via Roma sul campo di mini-tennis appositamente allestito. Chiamati per nome dai fan i due grandi non si sono risparmiati, scambiando colpi con il pubblico in totale naturalezza e con palle depressurizzate. Adulti e piccini hanno goduto del momento unico e apprezzato l’atteggiamento degli amici-nemici, in due gruppi diversi a Torino.

di redazione