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MEDVEDEV NON FA SCONTI ALL’AMICO RUBLEV E IMPRESSIONA A TORINO

La frustrazione di Rublev, quando è caduto verso la fine del secondo set sul campo di gioco del Pala Alpitour, è stata l’immagine simbolo di un match durato sol un set, il primo. Equilibrato, con molte occasioni per strapparsi i rispettivi servizi, ma vinto alla fine da Medvedev per 6-4. Nel secondo Rublev è entrato in conusione dopo aver ceduto il primo game, si è innervosito (difficile non farlo contro un autentico muro come l’amico di sempre) ed è capitolato dando più volte l’impressione di voler uscire velocemente dal contesto e sfiorando anche la crisi di pianto isterico. Medvedev ha imposto il proprio tennis fatto di regolarità da fondo e traiettorie spesso impossibili per gli altri colleghi ed è salito in testa al girone rosso. Tra due giorni incontrerà Zverev, non certo l’amico del cuore e i due si giocheranno un posto in semifinale: “Nel primo set – ha dichiarato a caldo – abbiamo entrambi avuto molte occasioni per cogliere il break, nonostante la velocità della superficie. Nel secondo Andrey è calato e io non ho mollato la presa. Vincere la prima sfida del girone è importante ma non basta”. Intanto, lapalissiano, meglio per lui averlo fatto. Rublev ha provato a cambiare tattica aggredendo anche con discese a rete e schiaffi al volo il connazionale ma ha commesso troppi errori ed è uscito dalla partita troppo presto lasciandosi andare allo sconforto. Lo scorso anno si era imposto a Medvedev al tie-break del terzo set, ma non era questo Medvedev che rimane uno dei candidati al titolo, già vinto a Londra nel 2020.

di redazione