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SONEGO E I DOPPI DECISIVI

Due doppi decisivi, i suoi, per battere l’Olanda e la Serbia di Novak Djokovic e portare l’Italia in finale. Oggi, nel giorno della gloria per il tennis italiano, Lorenzo Sonego ha dato il suo contributo sostenendo i compagni ed esaltando lo spirito di gruppo che fin da giovedì scorso ha fatto la differenza. Anche lui è entrato nella storia, perché gli azzurri hanno vinto dopo 47 anni la seconda Davis Cup. Da quella lontana una vita, datata Cile 1976 con Panatta e Bertolucci in campo, entrambi a Torino per le Finals solo otto giorni fa, è cambiata la formula ma le emozioni no: “Giornate incredibili – ha detto coach Gipo Arbino – ed esserne stati parte è pura magia”. “Difficile dimenticare i momenti vissuti e condivisi – dice Sonego – come il successo in doppio a fianco di Jannik e contro Djokovic”. Grande attesa oggi anche nel club in cui i volti di Sonego ed Arbino sono abituali, il Circolo della Stampa Sporting di Torino. Presi “d’assalto” gli angoli del club, dai soci e dai ragazzi dell’agonistica (alcuni dei quali impegnati nei play-off di A2 maschile), dotati di schermi televisivi. Tifo per l’Italia sull’onda lunga delle Finals che meno di dieci giorni hanno visto arrivare Sinner alla lotta per il titolo. Nelle stesse atmosfere l’amicizia tra due ragazzi semplici come il numero 1 azzurro e il ragazzo di casa, Sonego, ha trovato linfa per poi esprimersi a Malaga. Sonego e Arbino hanno condiviso anche il box di Jannik alle Nitto ATP Finals a testimonianza di quanto sia forte il rapporto tra i due giocatori e i rispettivi team. In stagione Sonego e Sinner si sono confrontati quattro volte e a vincere è sempre stato il tennista di San Candido. Sonego ne ha riconosciuto il valore senza mai abbattersi, basti sul tema un suo commento: “Quando lo affronti non sai proprio come batterlo e qualsiasi tattica tu usi lui ha già in tasca le contromisure”. Meglio quindi averlo amico e compagno, proprio come successo questa settimana al “Palacio de Deportes Jose Maria Martin Carpena” di Malaga, dove il tifo oggi era molto azzurro. Quello di tanta gente che aveva acquistato i biglietti fin dalla prima fase dello scorso settembre a Bologna, credendoci. Sinner, Sonego e compagni lo hanno fatto fin dal primo attimo in cui hanno messo i piedi in terra di Spagna e al termine di una stagione tanto “scintillante” quanto faticosa.  

di redazione