AtletiIntervisteNews

VAVASSORI PROMUOVE IL SUO 2023

Andrea Vavassori ha chiuso l’anno in salita, grazie alle prestazioni offerte nel Challenger di Maia (Por). Il 28enne torinese è il numero 157 e 44 delle classifiche di singolare e doppio. Nel 2023 ha fatto registrare in entrambe i best ranking, di numero 128 a livello individuale, e di 41 nella rassegna di tandem.
Un anno vissuto intensamente con grandi soddisfazioni e qualche stop per infortuni vedi quello che gli ha impedito di partecipare come doppista alla fase preliminare di Davis Cup in quel di Bologna. Le prime hanno però superato di gran lunga le seconde, come conferma il giocatore: “Mi assegno un otto pieno per il 2023 ormai quasi alle spalle. Un anno positivo sotto tutti i punti di vista, sia in singolare che in doppio. Ho raggiunto il massimo nel periodo marzo – luglio. Un arco temporale direi delle prime volte. Sono salito al 2° turno di un Masters 1000, a Madrid dove in prima battuta, dopo essermi qualificato, ho sconfitto Andy Murray”. Un match non banale: “Sono partito bene senza risentire del contesto, tanto pubblico e campo centrale. Sentivo di non essere a disagio e ho giocato alla pari con il britannico riuscendo alla fine nell’impresa. Arrivavo da un buon periodo e questo successop mi ha dato ulteriore fiducia per la stagione”. Vavassori ha raggiunto anche i quarti nel 250 ATP di Marrakesch e soprattutto il secondo turno di main draw al Roland Garros: “La mia seconda volta in uno Slam – sottolinea – dopo la qualificazione a Wimbledon nel 2022. Due storie però diverse. Sui prati nobili lo scorso anno era arrivata un po’ inattesa. A Parigi quest’anno mi piace dire che il risultato è stato il frutto del lavoro svolto in fase di preparazione e di avvicinamento al grande torneo. La vittoria contro Kecmanovic, in rimonta da due set sotto, e dopo grandi fatiche, ha confermato anche la bontà del lavoro fisico fatto e della miglior tenuta atletica. Ovvio, è stata una sfida sfiancante di cui ho un po’ risentito nell’incontro successivo contro l’argentino Olivieri, ma le emozioni provate a Parigi sono state uniche. Un sogno realizzato dal quale risvegliarsi ancora più forte e convinto nei miei mezzi”. L’analisi del torinese è lucida anche nel commentare i momenti meno esaltanti della stagione: “Un po’ di rammarico c’è per non essere riuscito a dare il massimo nei tornei su erba e in quelli che sono venuti dopo. Così come non aver potuto dare il mio contributo in Davis Cup, a Bologna, dove sarei potuto scendere in campo in doppio a fianco di Bolelli ma sono stato fermato dall’infortunio patito in singolare nel Challenger di Genova, nel quale sono salito fino alla semifinale. Un po’ di sfortuna dunque ma anche dei ricordi bellissimi del gruppo che poi è riuscito ad alzare per la seconda volta nella storia la Coppa a Malaga”. Il pensiero vola ora al 2024: “Questa settimana alcuni giorni di relax in Trentino, poi la sfida di ritorno in A2 maschile a squadre, con il TC Santa Margherita, con l’obiettivo promozione in A1 dopo il successo per 4-2 all’andata contro il TC Maglie. Quindi ripartiremo con la preparazione invernale. Gli obiettivi per l’anno che verrà sono importanti. Entrare nei top 100 ATP in singolare e salire ulteriormente di livello in doppio. Farò coppia con Simone Bolelli, e il focus sarà sui grandi tornei. Partire bene vorrebbe dire tanto anche in ottica punti e classifica. Si spera entrare tra le migliori doppie del mondo e magari poter pensare alla qualificazione per le prossime Finals di novembre a Torino”. Doppio e singolare, non è sempre facile conciliare le due cose: “No – conferma – perché a volte devi gestire le partite anche ravvicinate e cercare di dare il meglio in entrambi i tabelloni. L’esperienza ormai accumulata in questo mi aiuta. Sotto il profilo tecnico l’obiettivo è quello di continuare a progredire sotto tutti gli aspetti del gioco. Il rovescio l’ho molto migliorato e dovrò continuare a farlo. Così aumentare l’aggressività con il diritto e la precisione al servizio. Nel 2023 in alcune circostanze mi è mancato il colpo del ko. E’ successo anche a Maia la scorsa settimana, nei quarti del singolare. Conducevo 6-2 5-4 e 30-0 contro Borges, che poi ha vinto il torneo, e non sono riuscito a chiudere con la battuta a disposizione. Piccoli dettagli che fanno spesso la differenza”.

di Roberto Bertellino – pubblicato su Tuttosport il 7 dicembre 2023