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SONEGO HA GIA’ RIPRESO GLI ALLENAMENTI. IERI PREMIATO DALL’USSI ATLETA DELL’ANNO

Una decina di giorni alle Maldive per rilassarsi e lasciarsi alle spalle il 2023 chiuso con il successo in “Davis Cup”, trofeo riportato in Italia dopo 47 anni. Venerdì scorso il rientro a Torino per Lorenzo Sonego, ieri la ripresa degli gli allenamenti in vista della prossima stagione che per lui avrà inizio il 30 dicembre in Australia, nella United Cup. Il 28enne torinese, attuale n° 46 ATP, è stato ospite d’onore in occasione della consegna dei premi Ussisubalpina 2023, in compagnia del suo coach Gipo Arbino: “E’ sempre un piacere essere qui – ha esordito il giocatore – perché mi avete seguito anche nelle prime tappe del mio lungo percorso. Non sarei potuto mancare ed è un onore ricevere il premio di atleta dell’anno”. La Davis Cup è alle spalle ma ha lasciato emozioni indelebili: “Se ci penso – ha proseguito – non ci credo ancora. Abbiamo dato tutti il massimo, in campo e fuori, ed è stata veramente la vittoria del gruppo. Nei doppi decisivi la situazione non era facile. Il classico dentro o fuori che da un lato esalta e dall’altro genera timori. Abbiamo affrontato le situazioni, contro l’Olanda e la Serbia di Djokovic, con grande calma e la giusta convinzione di potercela fare. Giocare accanto a Jannik, con il quale fin dal principio si è instaurato un feeling particolare, è stato rassicurante. In chiave Davis, pensando al domani, proveremo a rivincerla per dare il via ad una serie. Ne abbiamo tutte le possibilità perché le alternative non mancano. Speriamo di poterci ripetere anche con Matteo Berrettini in campo”.
Una vittoria resa possibile anche dalle prestazioni offerte da Sonego a Bologna, soprattutto nel match contro il cileno Nicolas Jarry: “Gli ho annullato quattro match point e poi ho vinto in rimonta. Una piccola impresa che nell’economia della competizione ha rappresentato molto. Sono sempre onorato di vestire la maglia azzurra”. Con il 2024 alle porte il tempo per lavorare non è molto: “Sono ripartito ieri con le sedute di allenamento – ha proseguito – cercando curare l’aspetto atletico che è sempre più importante pensando alla densità di impegni che presenta una stagione con le più disparate condizioni di gioco. Per quanto concerne l’aspetto tecnico presteremo molta attenzione al rovescio, sia in fase di palleggio che di risposta e al servizio. In particolare puntando alla precisione e alle percentuali di prime palle, due aspetti che possono sempre più fare la differenza”. Gli obiettivi per il 2024 sono ben delineati e non manca il classico sogno nel cassetto anche guardando oltre: “Il primo è migliorare il best ranking di numero 21 al mondo, raggiunto nel 2021. Il sogno riuscire a giocare le Finals nei prossimi anni, magari proprio davanti al pubblico di casa”. Sonego si è prestato anche a passare da premiato a premiante quando ha consegnato il riconoscimento speciale alla Canottieri Casale, rappresentata dal consigliere Nicola Rustico e dalla capitana Giulia Gabba, freschi di riconferma del titolo italiano in A1 femminile a squadre: “Un tricolore – ha detto il torinese – è sempre qualcosa di speciale e rappresenta il frutto di un lavoro d’equipe che anche nel nostro sport notoriamente individuale è in grado di fare la differenza”. A questo proposito anche il suo team l’ha fatta negli anni: “Ringrazio Gipo Arbino – ha detto Sonego – per avermi messo la racchetta in mano e avermi indirizzato verso il tennis, quando ancora ero indeciso con il calcio. Direi – ha sorriso – che la scelta non è stata sbagliata”. Un personaggio, Sonego, che ha mantenuto l’umiltà di quando ancora giocava a livello Open: “Sono rimasto il ragazzo di sempre che ama il tennis e divertirsi giocando. Così anche le emozioni forti assumono un valore diverso e vengono vissute pienamente”. Una stagione, quella 2023, comunque importante al di là della Davis Cup: “Gli ottavi raggiunti a Parigi sono stati importanti per avere la conferma della bontà del lavoro svolto. Far bene negli Slam del 2024 è un altro dei propositi che intendo tradurre in realtà”.  

di Roberto Bertellino (foto Mario Sofia)