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RENZO FURLAN, CAPITANO CORAGGIOSO

La squadra di United Cup azzurra, impegnata dal 30 dicembre a Sydney, avrà un capitano d’eccezione, l’ex numero 19 del mondo Renzo Furlan, classe 1970 e vincitore in carriera di due titoli ATP, uno conquistato sul veloce indoor di San Jose e l’altro sulla terra rossa di Casablanca. Una nuova esperienza per l’ex professionista di Conegliano che da diverse stagioni è anche il coach di Jasmine Paolini, numero 1 italiana e tra le convocate per l’ormai prossima manifestazione a squadre in terra australiana: “Sarà una nuova esperienza – ha detto Furlan – e sono curioso di poterla vivere. La formula del torneo è un po’ strana, compressa rispetto a quella della prima edizione e proprio per questo richiede massima attenzione fin da subito. Nessuno può permettersi passi falsi. Il nostro è un girone di ferro con Germania e Francia pronte a dar battaglia. Noi faremo altrettanto. Si svolge a Sydney e pertanto nelle stesse atmosfere che troveremo qualche settimana dopo a Melbourne per il primo Slam stagionale. Ritengo quindi che possa essere un ottimo banco di prova in tale chiave”. Prima volta da capitano: “Sono onorato dell’opportunità che mi è stata data. Penso che sarà un’ottima occasione per vivere un evento con meno stress rispetto a quello che caratterizza i classici tornei individuali. Far gruppo è importante e aiuta a scambiarsi esperienze acquisendone di utili sotto ogni profilo. La lista delle nazioni partecipanti è lunga ed alcune si presentano al via con i loro migliori giocatori. La nostra prima avversaria, la Germania, ha in formazione Zverev e la rientrante Kerber. La Francia, che affronteremo il 3 gennaio, si presenta con Mannarino, reduce da una delle sue migliori stagioni nel 2023, e Caroline Garcia, che sarà l’avversaria di Jasmine Paolini. Inutile ribadire la forza anche dei transalpini. La Serbia addirittura avrà in formazione Djokovic”. L’altro giocatore di punta della formazione italiana è Lorenzo Sonego: “Lo conosco molto bene – ha proseguito il capitano – e lo ammiro sia come tennista che come persona. Ha sempre dimostrato di dare il massimo in campo, in ogni situazione, anche in quelle più ostiche e quando le cose non andavano per il meglio. Sia nelle giornate di gran vena che in quelle negative rappresenta una sicurezza di impegno e professionalità. Inoltre ha un attaccamento particolare per la maglia azzurra e non a caso è stato determinante per la fantastica vittoria in Davis Cup a Bologna prima e a Malaga dopo”.
Torniamo alla figura di coach e al lavoro fatto in off – season con la sua “allieva”: “I tempi di preparazione – ha proseguito Furlan – si sono ridotti molto rispetto al passato, ancora di più quest’anno per il fatto che Jasmine ha giocato in Billie Jean King Cup fino a metà novembre raggiungendo la finale. Poi ha staccato con un po’ di vacanza che ha il significato principale di recuperare energie, fisiche e mentali. Quindi abbiamo ripreso. Nella prima settimana puntando sull’adattamento, nelle successive tre lavorando su vari aspetti e con maggiore intensità. Bisogna però stare attenti ai carichi che non devono essere esagerati onde evitare di imballarsi. Non si mette più tanto fieno in cascina come si faceva una volta ma bisogna dosare saggiamente il lavoro”. Gli aspetti sui quali i due hanno puntato l’attenzione sono stati diversi: “Ancora lavoro sul servizio, momento tecnico nel quale Jasmine è molto migliorata, guardando in particolare alla sua precisione e alla velocità della prima palla. Quindi sul diritto, nello specifico su quello basso vicino alla rete e su quello difensivo per riuscire in partita ad usare meglio la leva di cui dispone anche per un discorso di grande apertura. Molta attenzione poi al lungolinea di rovescio”. Gli obiettivi per il 2024 sono chiari: “Amiamo parlare di ricerca del livello più che di mera e semplice classifica, in sintesi sul come raggiungere certi risultati. Quello 2023 era riuscire ad entrare tra le teste di serie nei tornei dello Slam e lo abbiamo conseguito. Jasmine ha acquisito più consapevolezza nei propri mezzi e cercheremo di crescere ancora. Non è mai facile tradurre in risultati concreti il lavoro e si è sempre in discussione ma proveremo ancora una volta a dare il massimo”.

di redazione – articolo pubblicato oggi su Tuttosport a firma Roberto Bertellino