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SINNER E’ NELLA STORIA. PRIMO SLAM IN CARRIERA AGLI AO

Jannik Sinner è nella storia. Ha vinto per la prima volta in carriera e alla sua prima finale un torneo dello Slam. In Italia, prima di lui, solo Adriano Panatta aveva fatto altrettanto, conquistando il titolo del Roland Garros nel 1976. Oggi l’azzurro ha dovuto faticare moltissimo per cingere nelle proprie mani il trofeo degli Australian Open, succedendo nell’albo d’oro a Novak Djokovic, campione per 10 volte a Melbourne e da lui superato in semifinale. Nella sfida decisiva “The Fox” ha sconfitto in rimonta il numero 3 del mondo e tre volte finalista a Melbourne Daniil Medvedev. Score complessivo in favore di Jannik fissato sul 3-6 3-6 6-4 6-4 6-3.
Partita complicata che ad un certo punto è sembrata inarrivabile per il nostro, colpito nella tattica dal russo che dopo tre sconfitte consecutive ha cambiato atteggiamento e si è fatto aggressivo fin dal primo quindici. Non è andato a rispondere in “tribuna” come spesso fatto anche contro l’azzurro e ha cercato, riuscendoci, di prendergli il tempo presentandosi più volte anche a rete e mettendo a referto più di una volèe di ottima levatura tecnica. Il break iniziale (3-1 Medvedev) ha tolto sicurezza a Sinner, parso meno veloce rispetto alle precedenti prove australiane e un po’ irrigidito anche dalla tensione per l’importanza della posta in palio. Poche prime, per lui e molte difficoltà a trovare il giusto ritmo. Il primo set è così volato via velocemente, alla terza opportunità per il 28enne moscovita, e ha dato l’impressione al russo di potercela fare. Realtà ancora più evidente nel set numero nel quale Medvedev è salito 5-1 con due break. Maldestri i tentativi di palla corta messi in campo da Sinner, sui quali il campione dell’est è quasi sempre arrivato trasformando il momento di potenziale difficoltà in quindici vincenti. Ha reagito centrando il primo break dell’incontro nel settimo game (2-5). Poi ha tenuto il game di battuta e ha avuto l’occasione di accorciare ancora e portarsi 4-5. Un diritto finito in rete ha fermato la sua rimonta e Daniil ha così incamerato anche la seconda frazione, che nella sua parte finale ha però restituito a Sinner un po’ di fiducia. Quella che è stata linfa vitale nel terzo set, che di fatto ha dato la svolta all’incontro. L’azzurro ha alzato le sue percentuali, migliorato la mobilità mentre Medvedev ha smesso di spingere come un forsennato e commesso più gratuiti. Il break in favore di Jannik è giunto al decimo gioco, dopo una gran risposta e un errore dell’avversario (il 15° complessivo nel set). La Rod Laver Arena ha gradito e trovato la voglia di tifare per l’italiano che arriva dalle montagne. I due si portano sul 3-3, Sinner salva con tre ace una situazione difficile nel settimo game. Ancora nel decimo strappa la battuta a Medvedev, via via corroso nella potenza dei colpi e non più così cinico e vincente al termine degli scambi lunghi. Tutto da rifare, dunque, e quinto set a decidere il nuovo campione del primo Slam di stagione. Dalla fase di difesa Sinner è passato come d’incanto a qualle di attacco e la differenza l’ha fatta con il break del 4-2. Poi 5-2 con buona autorità con il servizio a disposizione. Medvedev ha tenuto il suo di servizio ma sul 5-3 Sinner non ha tremato, nonostante dal 30-0 si sia visto raggiungere sul 30-30. Poi due colpi per sigillare il primo Slam della vita, sul 6-3. Sinner si è lasciato cadere sul dolce letto della Rod Laver Arena, poi ha stretto la mano a Medvedev ricevendo i suoi complimenti a caldo, quindi lìha scalato la tribuna per un abbraccio di gruppo con i comomnenti del team. L’impresa è compiuta e npn sarà l’ultima per il campione di San Candido.

di redazione