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GIANNI OCLEPPO TORNA SUL SUCCESSO DI SINNER AGLI AO

Gianni Ocleppo, piemontese doc ed ex numero 30 ATP, ha giocato contro i grandissimi degli anni ’80, su tutti Borg, Connors, McEnroe e Lendl e conosce i segreti dei migliori. Una cerchia ristretta di giocatori nella quale è entrato a pieno diritto Jannik Sinner, perfetto rappresentante della nuova generazione che sta sostituendo quella capace di segnare un’epoca e che ancora resiste con Djokovic in prima linea e Rafael Nadal impegnato in una non facile ripartenza. E’ un passaggio di consegne definitivo?
“Ciò che ha fatto Sinner a Melbourne – esordisce Ocleppo – ha dell’incredibile. Il primo set lo ha ceduto a Djokovic in semifinale, poi è tornato ad esprimere un tennis stellare. In finale ha recuperato due set a Medvedev, n° 3 del mondo. I miglioramenti degli ultimi sei mesi sono andati oltre le aspettative, sia sotto il profilo tecnico che mentale. Uno step anche figlio della fiducia acquisita con i successi alle Finals di Torino, prima ancora contro Medvedev, e in Davis Cup. Agli Australian Open ha strameritato di vincere, anticipando i tempi della sua definitiva esplosione. Lo consideravo un candidato al titolo anche prima del via ma in ogni caso mi ha stupito. E’ un ragazzo che sa leggere molto bene dentro se stesso e ha una fortissima disciplina. Ha compiuto enormi progressi anche dal punto di vista fisico, supportato da un grande staff che è stato lui stesso a scegliere”.
Più volte ha ringraziato il team, una squadra vincente che nel suo periodo di atleta non esisteva. Quanto è importante a suo parere?
“Oggi è diventata indispensabile anche per cercare di prevenire gli infortuni e scendere in campo nelle migliori condizioni possibili. Quando giocavo io anche i big avevano al massimo un allenatore e non c’erano figure oggi all’ordine del giorno come il preparatore atletico, quello mentale e il fisioterapista. Altri tempi anche se si giocava molto pure allora. Non c’era però la pressione di oggi sui protagonisti del circuito”.
La “Sinnermania” farà bene al movimento del tennis italiano? “Assolutamente, basta vedere la ricaduta positiva che sta avendo sui circoli. Molti giovani si stanno affacciando al tennis e anche in ambiente non di settore non si fa altro che parlare delle gesta del campione altoatesino. Si sta ripetendo quando accaduto negli anni ’80 e ’90 con il fenomeno Alberto Tomba nello sci. Una sorta di passaggio di testimone tra un grande sciatore e un grande atleta come Sinner che arriva dallo sci. Appartiene alla categoria di coloro che hanno qualcosa in più degli altri e sono comunque destinati ad emergere”.
Quanto sarà difficile gestire per Sinner questo successo?
“Non credo che incontrerà particolari problemi – prosegue Ocleppo – perché è una persona tranquilla e determinata come si evince anche dalle sue dichiarazioni. Sta mettendo in mostra una grande maturità a dispetto dei soli 22 anni e la capacità di rimanere umile davanti alla notorietà. Quando parla di sorrisi e divertimento in campo è chiaro il suo modo di interpretare il grande momento che sta vivendo e penso sia destinato a durare, così come il rapporto di amicizia e rivalità con Carlos Alcaraz”.
Djokovic potrà ancora essere un rivale per entrambi?
“Il serbo è un capitolo a parte. Compirà 37 anni e ormai il suo focus è sulle rassegne Slam, le altre quasi non lo interessano. Potrebbe anche decidere di smettere, avendo vinto così tanto, qualora lo facesse Nadal. Vedremo cosa capiterà quest’anno e poi trarremo le conclusioni”.
A Sinner giungono critiche per la sua residenza a Montecarlo, cosa ne pensa?
“Bisogna documentarsi prima di parlare. Jannik ce l’ha ormai da anni e le tasse sui prize money le paga alla fonte. Per quanto riguarda quelle sulle sponsorizzazioni se volesse potrebbe pagarle in Italia per un tetto di 100.000 euro, che non credo sposterebbe di molto la sua posizione. A Montecarlo può allenarsi con molti big del circuito e arrivare al circolo anche a piedi. E’ una questione di qualità di vita la sua scelta. Si tratta pertanto di una polemica che non ha né capo né coda”.
Tornando al movimento, cosa bisogna fare per sfruttare l’onda?
“Si cavalca da sola. La cosa fattibile sarebbe limitare i costi per coloro che vogliono avvicinarsi al tennis e non fanno parte di famiglie abbienti. Giocare a tennis e avvicinarsi al professionismo ha ancora costi elevati, rispetto per esempio a quelli del calcio”.

di redazione