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DANIELLE COLLINS, LA VITTORIA PIU’ BELLA

Niente è così bello come vincere a casa tua. Per giunta il tuo titolo più prestigioso ed in quello che hai già detto essere il tuo ultimo anno nel circuito. Danielle Collins se lo merita tutto il suo trionfo nel “Miami Open”, quarto WTA 1000 stagionale (combined con il secondo ATP Masters 1000 del 2024) dotato di un montepremi di 8.770.480 dollari che si è concluso sui campi in cemento dell’impianto dell’Hard Rock Stadium (la “casa” dei Miami Dolphins di football NFL), in Florida. Per la statunitense si tratta del terzo titolo in carriera, il più importante, su quattro finali disputate: aveva conquistato i trofei di Palermo e San Jose nel 2021 mentre aveva perso la finale dell’Australian Open 2022 contro la beniamina di casa Ashleigh Barty.   
In finale la 30enne di St.Peterburg, Florida, n.53 WTA, per la prima volta in carriera approdata alla sfida per il titolo in un “1000” (il suo preferito, dove era già stata semifinalista nel 2018, stoppata da Ostapenko), ha battuto 75 63, dopo oltre due ore di lotta, la kazaka Elena Rybakina, n.4 del ranking e del seeding, che incassa la quarta sconfitta di questo 2024 (a fronte di 22 vittorie) e che per il secondo anno di fila costretta ad accontentarsi del trofeo più piccolo (dodici mesi fa fu battuta da Kvitova). Grazie a questo successo Collins guadagna 31 posizioni e risale al n.22 WTA, lei che vanta come “best ranking” la settima posizione raggiunta a luglio del 2022.
E’ stata una battaglia vincere questo torneo – ha detto Danielle -. Tutte le partite di questa settimana sono state dure. Giocare contro le più forti del mondo non è semplice”. Poi si rivolge alla sua avversaria: “Hai fatto un torneo incredibile. Negli ultimi due anni hai ottenuto risultati straordinari e li hai meritati tutti. Sono sicura che tu giocherai altre finali qui”. I ringraziamenti al direttore del torneo James Blake: “Sono cresciuta venendo a vedere questo torneo e tu hai fatto un lavoro fantastico in questi anni”. Sembra proprio un discorso di commiato il suo: “Grazie a tutto il mio team: siete le prime persone che incontro la mattina e le ultime che saluto la sera. Ricordo tutte le finali che ho giocato, che non sono tante: ma nessuna è paragonabile a questa. Ho giocato davanti alla mia famiglia, ai miei amici e a tutti i miei fan. Ero già emozionata negli spogliatoi, ben prima di entrare in campo…aver vinto questo trofeo è un sogno diventato realtà”.
Ha vinto la giocatrice che ha spinto di più, che ha rischiato di più, che lo ha voluto di più. Forse anche perché consapevole di un’occasione quasi irripetibile. Rybakina invece ha sbagliato troppo, soprattutto nei momenti decisivi, ed ha perso la sfida anche sul piano della personalità e della presenza in campo.
Incredibile ma vero Collins è stata determinante proprio al servizio (che è il colpo migliore della kazaka): 4 ace contro 3 doppi falli ma il 62.1% di prime in campo con il quale ha vinto il 74.6% dei punti ed un discreto (per lei) 41.7% di punti ottenuti anche con la seconda. Ma soprattutto ha annullato dieci delle undici palle-break concesse. A referto 24 vincenti a fronte di 37 gratuiti (27 contro 41 il bilancio di Rybakina).

dal sito www.supertennis.tv

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