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NAPOLITANO VINCE A MADRID CONTRO RIEDI. PER LUI UNA SECONDA CARRIERA

Alla fine un semplice pugnetto ad accompagnare il fresco trionfo, il più importante in carriera centrato nel Challenger di categoria 100 a Madrid. Così il 29enne biellese Stefano Napolitano che lunedì scorso è salito al best ranking di numero 125 ATP, migliorando quello che aveva fatto registrare nel 2017 di numero 152: “Sono solo numeri – ha detto a caldo – la cosa importante è quello che dietro a loro si nasconde. Nel mio caso tanto sacrificio, tanta sofferenza legata ai molti infortuni patiti, ma anche tanta passione per questo sport che non è mai venuta meno. Ho reagito in modo misurato perché questo è il mio modo di esultare ma anche perché il focus è sulla ricerca dei miei limiti, sulla volontà di capire dove posso arrivare veramente”.
A poco più di 21 anni il piemontese era una grande promessa in fase di affermazione, poi la sorte gli ha giocato contro. Ora in parte gli sta restituendo il maltolto. Quanto è grande la soddisfazione?
“Sono molto orgoglioso di quanto fatto e soprattutto di essere riuscito a migliorarmi dopo così tanto tempo. Ho anche pensato di smettere più volte ma dentro una voce mi diceva di non farlo. Erano in pochi a credere nelle mie possibilità di riprovare con successo e come dargli torto considerando che anche io ho vacillato. Dallo scorso anno sto compiendo un nuovo percorso, dopo essere ripartito dai futures. Non è stato semplice ma rimanendo con la testa bassa e lavorando sapevo che qualcosa si sarebbe potuto realizzare”.
Una vittoria, quella di Madrid, maturata al termine di una gran settimana. Come la rivive?
“E’ stata quasi perfetta, direi. Il tabellone era di tutto rispetto con diversi giocatori attorno alla top 100 e altri di grande passato vedi Benoit Paire. Non ho perso nemmeno un set e anche in finale ho giocato bene con la massima concentrazione. Il mio avversario, lo svizzero Riedi, è un giocatore pericoloso, capace di spingere. Nella seconda parte di gara ha cambiato atteggiamento ed è diventato via via sempre più competitivo. Nell’ultimo game ho dovuto sudare per chiudere la sfida e non permettergli di rientrare, cosa che sarebbe diventata di non facile gestione. Anche un po’ di tensione per il traguardo ormai ad un passo ma sono stato bravo a non demordere e chiuderla con un doppio 6-3”.
Questa settimana per il 29enne biellese figlio d’arte c’è il Challenger di Lisbona, un categoria 125. Poi lo dovremmo vedere anche a Torino ma prima nelle qualificazioni di Roma e del Roland Garros. In bocca al lupo Stefano!

di redazione

Articolo offerto da www.countrycuneo.it