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SINNER, SEMIFINALE A PARIGI E N° 1 AL MONDO

Sarà ufficiale il 10 giugno, lunedì prossimo quando uscirà la nuova classifica ATP ma il 4 giugno rimarrà nella storia dello sport e del tennis italiano. Per la prima volta un giocatore azzurro sale sul tetto del mondo e diventa il 29° numero 1 succedendo a Novak Djokovic che si è ritirato a Parigi dopo aver faticosamente raggiunto i quarti, a causa del problema al ginocchio accusato ieri nella sfida contro Francisco Cerundolo. Sinner, a 22 anni e 300 giorni, ha scritto la storia mentre era ancora in campo contro Grigor Dimitrov nel quarto della sessione diurna. Vittoria in tre set, con solo un po’ di “paura” nel terzo quando ha restituito il break di vantaggio chiudendo poi al tie-break per 7 punti a 3. Partita quasi perfetta quella del “rosso” che ha conquistato per la prima volta a Parigi il penultimo step del torneo. L’ha fatto con la solità autorevolezza e con il sorriso sul volto. Alla fine grandi applausi e un pensiero per “Nole”: “Mi spiace che il suo torneo sia finito così e spero si riprenda in fretta”. Sulla domanda relativa al numero 1, gli occhi hanno brillato: “Non so cosa dire, è un sogno di ogni giocatore. E’ diventato realtà e lo condivido con il mio team”. Il pensiero è già alla semifinale del Roland Garros in attesa di conoscere l’avversario. Jannik numero 1, quasi impossibile predirlo anche solo qualche stagione fa. Il duro lavoro dal quale non rifugge, la mentalità e la classe sono uniche in questo ragazzo rimasto umile e disponibile. Una grandezza nella grandezza.

TUTTI I MIGLIORI

La storia dei tennisti che hanno conquistato la posizione di numero al mondo è affascinante e variegata. L’ambito traguardo è stato raggiunto ad oggi, partendo dal 1973, da 28 giocatori. Alcuni sono stati “meteore” sul gradino più alto del podio, vedi l’australiano Pat Rafter che ha occupato la leadership per una sola settimana, o lo spagnolo Carlos Moya che lo ha fatto per due. Il più longevo nel detenere il titolo di n° 1 ATP è stato Novak Djokovic, anche il più “vecchio” a tornare ad esserlo a 36 anni e 321 giorni. Il ranking ATP computerizzato è stato istituito nel 1973 e il primo a siglare l’impresa porta il nome del funambolico rumeno Ilie Nastase capace di rimanere in vetta per 40 settimane, dal 23 agosto del 1973 al 2 giugno del 1974. Il secondo, e per 8 settimane, l’australiano John Newcombe. Nastase, nato a Bucarest, sollevò in carriera due trofei dello Slam. Ben sette invece le affermazioni Slam dell’australiano, comprese tre edizioni di Wimbledon. Il terzo n° 1 in ordine temporale è stato l’americano Jimmy Connors. Per nove volte è salito sul trono, per un totale di 268 settimane. Al proprio attivo 8 titoli Slam di cui 5 US Open. Il quarto eletto porta un nome ancora più altisonante, quello di Bjorn Borg in vetta per 109 settimane complessive. Per Borg, ritiratosi dalle scene a soli 26 anni, 11 titoli Slam, conquistati tra Parigi (6 titoli) e Wimbledon (5 titoli consecutivi). Nome nobile e affascinante anche quello di John McEnroe, per la prima volta n° 1 il 3 marzo del 1980. In totale 14 volte da migliore per 168 settimane. Sette i suoi titoli Slam di cui 4 US Open. Epici i suoi duelli di campo con Borg, con un bilancio tra i due in perfetta parità (7-7). Così con Connors (20-14 il bilancio in favore di McEnroe. Il sesto n° 1 è stato il cecoslovacco Ivan Lendl, otto volte sul tetto del ranking per 270 settimane complessive. Venti invece le settimane di primato per Mats Wilander, vincitore di sette titoli Slam. L’ottavo è stato un altro talento svedese, Stefan Edberg, cinque volte primo per 72 settimane totali. Il suo grande avversario nel periodo fine anni ’80 e inizio anni ’90 è stato il tedesco Boris Becker, nono giocatore a diventare n° 1 e vincitore a Wimbledon a soli 17 anni. Non in tanti lo ricordano, forse per il suo gioco poco ortodosso, con impugnature esasperate, ma il decimo n° 1 è stato Jim Courier, americano, quattro volte sul tetto del mondo per 58 settimane totali. Talento allo stato puro invece Pete Sampras, n° 1 per 286 settimane e vincitore di 14 titoli Slam. Il 12° è stato Andre Agassi. Per il “kid di Las Vegas” 101 settimane in vetta in sei slot. Nella lista figura poi l’austriaco Thomas Muster (6 settimane in totale) campione al Roland Garros 1995. Quindi il cileno Marcelo Rios, anche per lui sei settimane di primato ma nessun titolo Slam in bacheca. Due le settimane da n° 1 di Carlos Moya, con all’attivo la vittoria a Parigi nel 1998. Il primo russo al vertice è stato Kafelnikov, due volte campione Slam e il migliore per sei settimane. Ha passato il testimone a Pat Rafter, che lo ha poi dato a Marat Safin, altro russo con due vittorie Slam in bacheca. Da Safin al brasiliano “Guga” Kuerten, tre volte campione a Parigi. Per lui 43 settimane di primato. Lleyton Hewitt il suo successore e 20° n° 1. L’australiano ha ricoperto il ruolo per 80 settimane, prima di abdicare. Il titolo è passato a Juan Carlos Ferrero, campione a Parigi nel 2003. E’ stata poi la volta di Andy Roddick, americano dal gran servizio che vinse gli US Open 2023. A diventare per la prima volta n° 1 il 2 febbraio del 2004 è stato Roger Federer, 6 volte in vetta per 310 settimane complessive. Venti titoli Slam in bacheca. Ventidue quelli di Rafael Nadal, il 24° giocatore della storia a diventare n° 1. Posto che è stato per la prima volta in carriera di Novak Djokovic il 4 luglio del 2011. Lo ha occupato per 428 settimane complessive (record difficile da eguagliare). Il 7 novembre del 2016 è salito sul trono Andy Murray, due volte campione a Wimbledon. Daniil Medvedev e Carlos Alcaraz, il più giovane di sempre a salire in vetta sono stati i numeri 27 e 28 della nobile lista. Da lunedì 10 giugno toccherà ufficialmente per la prima volta ad un giocatore italiano essere davanti a tutti, Jannik Sinner, a 22 anni e 300 giorni.  

di redazione (foto Getty Images)

Articolo offerto da SGE Società Gestioni Energetiche