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JASMINE E LA BELLEZZA DELLA SEMIFINALE A PARIGI

Anche il sempre equilibrato coach, Renzo Furlan, si è lasciato andare, con tanto di pugni al cielo, ad un “vamos” significativo quando la palla di Elena Rybakina è finita out decretando la vittoria della sua allieva, Jasmine Paolini, 28 anni da Bagni di Lucca. Al suo primo quarto di finale Slam l’azzurra ha dimostrato la sua statura di giocatrice in grado di fare nelle ultime due stagioni passi enormi verso quella top ten che ieri ha con merito conquistato. “Jas”, che ha imparato ad alternare la timidezza alla determinazione, mixate perfettamente con la solarità che ormai esterna anche nelle fasi di gioco, è la quarta italiana ad approdare in semifinale nel campionato del mondo sulla terra rossa. Prima di lei a farlo erano state Francesca Schiavone, per due volte (2010 quando vinse e 2011 quando arrivò in finale), Sara Errani, poi finalista nel 2012, e la corregionale Martina Trevisan, capace di salire tra le migliori quattro del torneo nel 2022. Contemporaneamente l’azzurra è la quinta tennista di casa nostra a entrare tra le dieci elette del ranking WTA, dopo Schiavone (4), Errani (5), Pennetta (6) e Vinci (7). Nell’anno che non dimenticheremo facilmente, a Parigi per la prima volta sono approdati in semifinale e quasi in simbiosi un azzurro, Sinner, e una racchetta tricolore, la sua. In molti le hanno dato consigli, il già citato Furlan, la compagna di doppio Sara Errani, la capitana di Fed Cup Tathiana Garbin, ieri tutti in tribuna a sostenerla con il cuore e con gli sguardi. Lei ha fatto un cocktail dei consigli ed è partita di slancio quasi stordendo la rivale che in quanto a fisicità la sovrasta e non di poco. Ha fatto match anche di forza, Jasmine, lottando su ogni palla come una “piccola” tigre. La kazaka nata a Mosca ha commesso molti errori nella prima frazione, costretta a spostarsi da una parte all’altra del campo dai fendenti dell’italiana che ha avuto fin dall’avvio buona parte del pubblico a favore. Archiviato il set Jasmine è ripartita e pur trovando maggior resistenza da parte dell’avversaria si è portata sul 4-3 40-15 con il servizio a disposizione. Quasi ad un passo dalla chiusura non ha finalizzato e la Rybakina ha alzato il livello trovando accelerazioni con il diritto di ottima fattura e il servizio quasi dei giorni migliori. In pochi minuti, come spesso accade nel tennis, il match ha cambiato volto e il computo dei set è andato in pareggio. Molte giocatrici si sarebbero abbattute ed invece “Jas” ha archiviato in fretta l’accaduto portandosi avanti di un break nel set decisivo. Non le è bastato perché ancora una volta la tennista dell’est si è rifatta sotto (4-4). Nulla di compromesso, nuovo break Paolini e chiusura al decimo gioco, per la gioia allo stato puro dopo 2 ore e tre minuti: “E’ una sensazione incredibile, è stato un match davvero tosto – ha detto a caldo – . Nel secondo set mi sono fatta prendere un po’ dall’emozione: mi sono detta, va bene, lei è una campionessa e può succedere. Poi mi sono rimessa lì a colpire ogni palla ed eccomi qui”. Ha ringraziato il pubblico, definendo un privilegio aver potuto giocare su uno dei campi più belli al mondo, e aggiunto: “Ho cercato di rimanere sempre nello scambio, di dimenticare l’accaduto. Il tennis è così e bisogna accettarlo. L’importante è stato tornare a lottare, su ogni punto”. Il suo momento d’oro prosegue e il prossimo obiettivo è già dietro l’angolo. Troverà oggi pomeriggio nel secondo match dalle 15 (dopo Gauff – Swiatek) la 17enne russa Mirra Andreeva, ingenuità e potenziale dalla sua parte, che ha fermato Aryna Sabalenka, limitata da problemi di stomaco.

di redazione

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