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DJOKOVIC, QUARTI E POLEMICA A WIMBLEDON

Una partita perfetta per Novak Djokovic quella di ottavi di finale a Wimbledon. Il campione serbo, numero 2 del seeding e del mondo, ha distrutto le velleità del giovane Holger Rune, dominandolo dall’inizio alla fine come dice lo score di 6-3 6-4 6-2. Un solo momento di difficoltà per Novak, sul 3-2 del set numero 3 quando con il servizio a disposizione è scivolato in più occasioni perdendo gli appoggi, forse a dimosrazione che con il ginocchio operato e ancora convalescente non osa le spinte dei giorni migliori, o forse no. Scivolate a parte, ha giocato senza tentennamenti, servendo a dovere e trovando ottime soluzioni anche a rete. Soprattutto è stato continuo ed efficace rendendo piccolo piccolo l’avversario che pare in regressione e non certo in progressione. Rune ha avuto più favori da parte del pubblico che lo ha sospinto con degli ululati che parevano a volte (Ruu, Ruu, ecc…) anche rivolti contro l’ex primo della classe. Almeno lui così li ha intesi e a fine gara lo ha sottolineato chiedendo più rispetto, dopo aver suonato il suo solito violino con tanto di dedica a chi lo ama, famiglia in primis, schierata nel palco di competenza. Un Djokovic così spaventa gli avversari, soprattutto il prossimo, Alex De Minaur, che ha chiuso quasi sofferente, e non si è capito bene per quale motivo, il suo match di ottavi contro Fils approdando per la prima volta in carriera tra i migliori otto del tabellone. Domani avremo risposte più precise sulla sua reale condizione. Intanto Djokovic è andato ancora una volta, da vero high-lander, oltre ogni limite. Ha chiuso augurando al pubblico la Buuu-onanotte.

di redazione

Articolo offerto da SGE Società Gestioni Energetiche