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OGGI MUSETTI VUOLE DIVENTARE GRANDE

I quarti di finale a Wimbledon come punto di partenza. Così li ha definiti Lorenzo Musetti, 22 anni e per la prima volta in carriera tanto in alto in un torneo dello Slam. Dalla parte opposta della rete l’azzurro, attuale n° 25 ATP, troverà il 26enne americano Taylor Fritz, figlio d’arte (la madre Kathy May ha raggiunto la top ten nel circuito WTA nel 1977, anno in cui salì negli ottavi a Wimbledon) e n° 12 del ranking mondiale. I precedenti dicono 2-1 per il giocatore USA ma nell’ultimo confronto, giocato a Montecarlo quest’anno, è stato il carrarino a vincere con un doppio 6-4. Il primo, andato in scena sulla nobile erba londinese, è datato 2022. Taylor lo aveva archiviato in tre set secchi. Sempre nello stesso anno i due si erano confrontati in Davis Cup, sul duro indoor e Fritz aveva chiuso i giochi sullo score di 7-6 6-3. Musetti è salito di tono nel corso del torneo, dando il meglio nel match di ottavi contro il francese Mpetschi Perricard. Cercava la svolta l’azzurro dopo una prima parte di stagione vissuta in affanno, tanto da scegliere, prima dello slot su erba, di “scendere” di categoria e giocare i due 175 italiani, a Cagliari e Torino. Cercava partite, ritmo e fiducia, carburante essenziale per qualsiasi motore, anche quello dei predestinati come lui che fin da piccoli sono baciati dal talento e pressati dalle aspettative. Ha detto anche di averle patite, espresse quasi sempre con il condizionale, “con il talento che hai dovresti essere” e similari. Ora Lorenzo è diventato grande, più di molti suoi coetanei, non solo tennisti. E’ padre di Ludovico, avuto con la compagna Veronica Confalonieri, e dei condizionali vuole liberarsi definitivamente. Ha rinforzato il team senza mai rinnegare chi gli è sempre stato accanto come tecnico e secondo padre, Simone Tartarini. Quarti nel “Tempio”, dopo la semifinale a Stoccarda e la finale al Queen’s, dunque non arrivati per caso. Finalmente su un campo coperto per non essere condizionati dalla pioggia che anche ieri ha imperversato per ore. Sarà il numero 1, nel secondo match dalle 14, per la consacrazione che merita.

di redazione

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