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PAOLINI MAESTRA SUL CENTRALE DI WIMBLEDON. E’ IN SEMIFINALE

Una lezione sul centrale di Wimbledon. L’ha data in 58 minuti Jasmine Paolini, 28 anni da Bagni di Lucca, a Emma Navarro, 23 anni nata a New York e residente a Charleston. Due set giocati alla perfezione dall’italiana che ha centrato per la prima volta la semifinale nello Slam su erba dal fascino senza tempo ed è arrivata dove mai nessuna azzurra era riuscita ad issarsi in questo torneo. La sua performance ha quasi dell’incredibile se si pensa che prima del 500 ATP di Eastbourne (dove è stata fermata al penultimo step dalla russa Kasatkina) Jasmine non aveva mai vinto una partita sull’erba. Pensava di non essere adatta alla superficie, lei cresciuta a pane e terra rossa. Ieri ha giocato come una specialista dei prati e lo dicono i numeri: 19 vincenti a 6, 54 punti a 31. Ha conquistato quindici in ogni modo. Con il servizio, ace e battute vincenti, con discese a rete e volée perfette per tempismo ed esecuzione, tra queste una che si è quasi tolta dal ventre come solo i grandi giocatori di volo possono fare. E ancora con fenomenali accelerazioni di diritto, anomale e lungo linea che hanno lasciato atterrita la rivale. Non una qualunque, ma capace di batterla tre volte su tre nei precedenti, andati in scena a dire il vero sul cemento. Jasmine ha dominato le emozioni giocando sul Centre Court come nel giardino di casa propria. Ha messo in campo la partita perfetta, forse la migliore dell’anno pur considerando le imprese già compiute come la vittoria nel WTA 1000 di Dubai e la finale al Roland Garros. Tutto è sembrato facile ma non lo è stato. Se il suo volto è sempre apparso sorridente, quelli più contriti di coach Renzo Furlan e degli altri componenti del box, compresa la compagna di doppio Sara Errani, hanno detto di quanto fosse temuta l’americana, con trisavolo napoletano e generazioni successive capaci di dar vita a un impero economico. Alla fine la Navarro ha preso velocemente la via degli spogliatoi, Jasmine si è consegnata al pubblico e all’intervista di rito: “Non so cosa dire – ha esordito – mi sembra tutto incredibile. Da bambina guardavo le finali a Wimbledon e ora sono qui, sul centrale, campo fantastico. Lei è un’avversaria dura e tosta e i precedenti lo dicevano. Ho giocato un gran match cercando di essere fin da subito aggressiva. Sono felice di essere approdata in semifinale”. La cronaca della partita è quella di una sorta di assolo. Dopo aver subito il break ed essere stata sotto 1-2 Jasmine non ha più sbagliato nulla. Ha tolto a zero il servizio alla Navarro rispondendo in modo austero e prendendo subito la rete. Ha infilato altri cinque game di fila per chiudere il primo set e salire 1-0 nel secondo. L’americana ha interrotto la serie (1-1) e ha avuto due palle per un altro break, ma Jasmine le ha annullate. Dal 2-1 un altro soliloquio tecnico di livello epocale che l’ha condotta al trionfo. Ora troverà la croata Donna Vekic, che ha centrato al 43° tentativo una semifinale Slam. L’azzurra conduce 2-1 nei precedenti e partirà favorita: “In semifinale – ha detto – non si possono trovare avversarie “facili”. Entrerò in campo per dare il massimo e combatterò su ogni palla. Sono riconoscente per il fatto di poter giocare ancora un match davanti a voi e in questo contesto”. Applausi della platea e spazio agli autografi con firma apposta su tutto, palline in formato gigante, come lei ieri, grip, taccuini, cappellini. La “Jasmine – mania” ha contagiato anche i londinesi. Lei è virtualmente numero 5 del mondo, come la sua grande amica Sara Errani e ad un solo step da Francesca Schiavone. La storia passa anche di qui. Si scrive “Jas” e si traduce campionessa di razza.

di redazione

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