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SINNER, SCONFITTA SULLA QUALE MEDITARE

E’ stata una partita strana sotto molti punti di vista quella persa ieri da Jannik Sinner nei quarti di finale a Wimbledon. Il numero 1 del mondo ha giocato per diversi motivi, psicologici, fisici e forse anche tecnici (legati alle prime due tematiche) molto al di sotto delle sue possibilità contro Daniil Medvedev, russo che non desiderava altro che interrompere la serie delle cinque sconfitte consecutive contro l’azzurro (dopo aver vinto i primi sei confronti) e prendersi la rivincita della finale persa quando era in vantaggio di due set a zero a inizio stagione in quel di Melbourne. Sul centrale coperto i due hanno sbagliato molto e nel complesso offerto uno spettacolo a metà. Il primo set è finito al tie-break e lo ha vinto Jannik portandosi in vantaggio e in teoria spostando dalla propria parte il quadro mentale della sfida. Un suo netto calo fisico (forse dovuto ad un virus) ha rimesso tutto in discussione. Evidenti le sue difficoltà nella seconda frazione a rimanere nella scia di Medvedev, non solo rese ancora più chiare dallo score. Medvedev, che ha servito con ottime percentuali ed è venuto a prendersi i punti anche a rete, ha pareggiato i conti. Nella terza frazione il malessere assortito del campione azzurro si è acquito. Pallido in volto Sinner è stato costretto al Medical Time Out, durato oltre 11 minuti. E’ rientrato, ha recuperato e sul 6-5 servizio Medvedev ha avuto due occasioni per portarsi in vantaggio e chiudere il set. In particolare su un passante non impossibile di rovescio (messo in rete cercando solo la potenza e non gli angoli o il lob) ha di fatto perso l’incontro. La frazione l’ha nuovamente vinta Medvedev, facendo suo il tie-break. Nel quarto set Jannik ha giocato in maniera più rotonda utilizzando quelle variazioni, palla corta e cambi di ritmo, che se fosse stato lucido avrebbe dovuto usare fin dall’avvio. Vinto il set 6-2 è tornato, poco assennatamente, a voler fare braccio di ferro con il rivale, che quando si appoggia sui colpi e contrattacca è difficile da contrastare per chiunque. Così è arrivato un break che Jannik non ha piuù recuperato, uscendo sconfitto 6-3 al quinto. Un match per molti aspetti simile a quello perso in semifinale al Roland Garros contro Alcaraz.
Jannik Sinner è abbacchiato quando varca la porta della sala conferenze principale dell’All England Club. Il suo torneo finisce con una analisi, lucida e onesta della sfida di quarti di finale con Daniil Medvedev: “E’ stata durissima – spiega, prima in lingua inglese e poi ai cronisti italiani – , lui ha giocato meglio nei momenti importanti nel terzo set, quello credo sia stato il set più importante. Daniil è stato numero 1, ha vinto molto e sa come gestire tutte le situazioni del campo, gli piacciono gli scambi lunghi, è intelligente e ha praticamente tutte le armi possibili. Oggi ha meritato perché ha giocato meglio nei momenti cruciali. Certo, è dura da digerire ma è un torneo comunque molto positivo, in cui ho battuto gente difficile da superare, soprattutto su erba. La stagione su erba è finita, ora ci sono le Olimpiadi, uno degli eventi principali dell’anno, un ultimo sforzo sulla terra e poi mi concentrerò sugli Us Open e gli altri grandi tornei sul cemento, una superficie su cui mi piace giocare”.
Il match di Sinner è stato caratterizzato da un malessere che nel terzo set lo ha fatto uscire dal campo per una decina di minuti e che lo ha certamente condizionato: “Già questa mattina non mi sentivo bene – spiega – e con la fatica del match le cose sono un po’ peggiorate. Questo però non deve togliere meriti a Daniil che ha giocato una partita molto buona e intelligente. Il MTO? Non volevo uscire dal campo, ma il medico mi ha visto in difficoltà e mi ha detto che sarebbe stato meglio farlo. Non sembravo in grado di continuare e stavo soffrendo un po’ dal punto di vista fisico. Non ho vomitato, mi sono solo preso un attimo di riposo perché mi sentivo un po’ stordito. Quello è stato il momento peggiore; quando sono tornato in campo ce l’ho messa tutta, ero dispiaciuto per il terzo set, per le occasioni che ho avuto. Poi nel quarto set ho alzato il livello e nel quinto set di fatto ho avuto un solo gioco al servizio negativo, ed è quello che ha deciso il match”.
La notte scorsa non ho dormito bene – aggiunge – , non le ore che avrei voluto, ma può accadere. Ma non era questo problema: piuttosto era il non sentirmi al meglio fisicamente, e questo ti limita contro un giocatore del genere, che ti fa giocare tanto e ti fa correre tanto. Ritirarmi? No, non ci ho mai pensato. Non volevo ritirarmi in un quarto di finale del Grande Slam. Anzi, mi sono sorpreso di esser riuscito a portare il match al quinto, ero ancora nelle condizioni di giocare in qualche modo e piano piano ho anche ritrovato le energie. Due anni fa mi sono ritirato qualche volta ed è una cosa che non mi piace”. 
Poi ha chiuso con i complimenti a Jasmine che da poco aveva concluso vittoriosamente la sua sfida sul centrale contro Emma Navarro: “Sono molto contento per lei – dice raggiante – , una semifinale a Wimbledon è una cosa speciale. Io ci sono riuscito l’anno scorso, speriamo che lei riesca a fare un ulteriore passo avanti. Sta vivendo una stagione ottima, ha fatto finale al Roland Garros e adesso qui la semifinale. E’ molto constante e questo è il segnale di una giocatrice forte, quando arrivi sempre in fondo ai tornei trovi tanta sicurezza dentro te stesso”. 

di redazione e sito www.supertennis.tv

Articolo offerto da PROMOZIONI GESTIONALI s.r.l.