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MUSETTI SPETTACOLO A WIMBLEDON. BATTE FRITZ E VOLA IN SEMIFINALE

Giocare male, ha detto Lorenzo Musetti, lo faceva stare male. Anche al sottoscritto, che lo conosce fin da bambino e lo ha sempre considerato un talento sommo, vederlo in difficoltà faceva male, tanto da faticare a guardarlo. Per una volta mi permetto di scrivere in prima persona perchè quando Musetti entrava in campo non volevo perdermi neppure un quindici. Il re del bel gesto mi riconciliava con il tennis dei bombardieri, potente certo ma spesso noioso. Con lui non c’era mai la noia, ogni punto poteva diventare prezioso. Campione agli Australian Open junior 2019, il carrarino è cresciuto di stagione in stagione fino a toccare la posizione di numero 15 del mondo. Ha avuto picchi e cali, ma è sempre stato “quello da non perdere”. Da circa un anno la sua vita è cambiata, e come non avrebbe potuto per la paternità, le ansie, le paure che ciò comporta a soli 22 anni. Il suo tennis si era perso e lui per primo lo vedeva. Io, ripeto, faticavo a guardarlo e ancora di più a scriverne. Speravo nella rinascita e dopo averlo visto arrivare in finale nel Challenger di Torino, la fiammella si è riaccesa. E’ tornata fuoco nel periodo su erba di preparazione a Wimbledon dove Lorenzo non ha espresso il massimo ma ha fatto semifinale a Stoccarda e finale al Queen’s. Risultati non banali. Qualcosa si stava evidentemente modificando anche nelle convinzioni e nella fiducia. A Wimbledon ha proseguito in questa sorta di metamorfosi per tornare a vestire il vestito della festa e con Perricard nella seconda parte di gara l’ha fatto. Ieri ha messo quello di gala ancora nella seconda e ultima parte di sfida con Taylor Fritz. E’ partito non benissimo, ha lottato e vinto il secondo set al tie-break. Nel terzo ha giocato come in Paradiso facendosi applaudire anche dagli “Dei”. Nel quarto ha rifiatato e nel quinto ha brillato come nei momenti d’oro (già vissuti) vedi titolo nel 500 ATP di Amburgo, anno 2002, in finale su Alcaraz. Ora è in semifinale, contro Djokovic, e darà il massimo, ne siamo sicuri. Dovrà giocare il suo tennis prezioso e unico e non partirà affatto battuto. Musetti è particolare, da proteggere e curare come un gioiello, non solo da noi ma dall’intero panorama del tennis mondiale. Ha sensibilità, nella mano e nel cuore. Ha persone accanto che gli vogliono bene, la famiglia e Tartarini, coach storico mai rinnegato, la sua fidanzata e il piccolo Ludovico che ancora non capisce ma vedrà un giorno le sue imprese. Il quadro è ancora da rifinere ma Musetti ieri è diventato grande. Grazie per quello che hai fatto e farai. Un solo consiglio, da amico…evita la bestemmia. Rovina e rende fosco il grande quadro. Certo non è voluta in momenti apicali, ma eliminala.

di Roberto Bertellino

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